Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <699>
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Carlo Emanuele III 599
Arduo compito, davvero. Benché quarant'anni di dominio sabaudo avessero infiacchito alcune fra le più tenaci resistenze all'indispensabile risanamento dell'isola e scrostato la spessa patina di spagnolismo, che ne alterava il volto italiano, le condizioni della Sardegna erano tristissime. L'autorità suprema dello Stato mortificata dalla potenza anarchica di parassitari ceti privilegiati; la giustizia sociale inadeguata o impotente per confusione e inosservanza di leggi; abusi inveterati, disordine e corruzione negli ordinamenti aniministrativi; clero eccessivo, incolto, povero, e, per dippiù, ostile al governo; banditismo e clientele al servizio di potenti; le città senza industrie e commerci, le campagne disabitate e languenti; ovunque igno­ranza, rudezza e rozzezza di costumi: tali le linee più fosche che risaltavano, vero quadro clinico, dalle relazioni e dalle inchieste dei viceré sabaudi.
E la bonifica doveva essere umana e politica insieme. Primo compito fu la restaurazione dell'autorità regia, che, imperso­nando la sovranità dello Stato, poteva efficacemente e fruttuo­samente agire dall'alto sul basso. Riordinata ramministra-zione della giustizia, si pose mano alla raccolta e alla revisione delle leggi. La potenza della feudalità venne infrenata e inde­bolita: le furono contestati molti privilegi, limitata la giuri­sdizione, abolite le prestazioni arbitrarie dovute dai vassalli. Anche la creazione dei consigli comunali, affidando alle popo­lazioni delle ville la tutela dei propri interessi, valse ad elevare le condizioni morali e giuridiche di esse di fronte ai rispettivi baroni. Molti abusi ecclesiastici, specialmente in seguito ad un breve concesso da Clemente XIII, furono sradicati. Prov­videnze particolari ebbe la sicurezza delle persone, combat­tendo il banditismo e il manutengulismo, riordinando i ser­vizi di polizia, pacificando le famiglie, ingentilendo i costumi. Molte cure si spesero difatti per l'istruzione pubblica dalla elementare alla superiore, da tempo neglette: è del 1764 la riapertura dell'università di Cagliari, del '65 quella di Sassari;