Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <702>
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702 Carlo Zaghi
e così pure avevano fatto Bologna e Reggio. Le singole deputa*.* lì ladine mandate nelle varie provincie dell'Emilia, e anche in Mil a fraternizzare e a rinnovare fra popolo e popolo i vincoli che già110' tempo le univano, avevano certamente giovato a diffondere la coscienT della comunanza degli interessi; ma il concetto d'unione, quale noi o' l'intendiamo, viveva ancora nelle astrattezze della pura concezione ideolog ica perchè potesse risolversi concretamente in un organismo oli tico compatto ed omogeneo, in cui le città, sacrificando al bene e aU'in-teresse comune particolari privilegi, ed elevandosi al disopra delle beghe e delle competizioni regionalistiche, che le avevano fino allora divise, potessero conciliare le gelosie e le differenze in una fusione senza limiti e senza riserve. Erano, più che altro, forme vaghe e determinate che, se attestavano il nascere e lo svilupparsi nella coscienza italiana di un nuovo concetto e di un nuovo orientamento mentale più aderente ai tempi e alle idee allora correnti, risentivano ancora troppo profon­damente delle antiche preoccupazioni che fino allora avevano predo­minato i singoli governi. Un'unione spontanea delle città liberate non avrebbe potuto effettuarsi di qua del Po, sia per le diffidenze reciproche che dividevano tra di loro le città emiliane; sia perchè, a differenza di Milano, che aveva subito raccolto attorno a sé i vari centri lombardi, le provincie cispadane mancavano di un centro comune ed erano predomi­nate da contrastanti ragioni d'interesse e di predominio, e più propense, quindi, a raccogliersi secondo consigliavano preoccupazioni contingenti, o antichi ricordi storici. E anche quando intervenne la forza di nna volontà superiore, com'era quella di Bonaparte, alla quale nessuno avrebbe potuto resistere, l'unione era ben lungi dall'essere compita; si trattava piuttosto di una lega di carattere militare che politico, per­chè proprio negli stessi giorni che Bonaparte e i Commissari francesi davano mano ad organizzare la Confederazione Cispadana, si adope­ravano anche a modificare in modo più stabile l'ordinamento politico delle varie città emiliane col sollecitare la formazione della Costituzione bolognese e coll'unire Modena e Reggio sotto un unico Comitato di Governo. Comunque sia, il carattere del nuovo organismo serviva giovane conquistatore (come dovevano servire la petizione dei PatrJ lombardi che chiedevano di armarsi, e tutte le altre manifestaziom patriottismo e di libertà che in quei giorni davano i popoli cispa ani e cisalpini) per far colpo sui principi italiani, e specialmente sw ap.
che già poneva mano ad una vasta opera di propaganda per so le Romagne e creare imbarazzi ai Francesi; e per poter ali sione servire del nuovo Stato, contrapponendolo ai nemici