Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <707>
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Il Congresso di Bologna e la missione dei governi, ecc. 707
era stata costretta a requisire gli ori e gli argenti delle chiese per far fronte alle necessità più urgenti e pagare i suoi stessi dipendenti. Alcuni istituti di beneficenza avevano dovuto chiudere i battenti per man­canza di mezzi. Un prestito forzoso aveva dato buoni frutti; ma aveva sollevato mormorii. I ricchi resistevano e la maggior parte della nobiltà più doviziosa si era rifugiata in Venezia fin dai primi giorni dell'occu­pazione. Oberata di richieste e vessata da una folla enorme di commis­sari, di fornitori e di ordinatori dell'Armata, dall'ufiìcialità, dal coman­dante della piazza e da Bonaparte stesso, l'Amministrazione Centrale, nell'impossibilità assoluta di fronteggiare la situazione, aveva cercato di accollare alla Giunta tutte le spese di somministrazioni viveri date alla fortezza per ordine del comando francese, anteriormente alla prò -clamazione della Confederazione, e si era determinata a tassare nuova­mente tutti gli abitanti del Ferrarese, compresi i forestieri che vi si trovavano, per sostenere la causa della libertà e dell'unione. *) La provincia scarseggiava di grano, e mancava di numerario, così neces­sario per far fronte alle grandi somministrazioni che esigeva l'Armata francese. Chiuso il commercio coll'estero e obbligata a trattare soltanto con le potenze amiche ed alleate della Francia, le esportazioni erano limitate a Genova e a Barcellona. Non si accordavano tratte per paesi esteri nemici, ma nonostante le rimostranze dei Commissari, si accet­tavano ouelle di transito per risollevare un po' le dogane. L'agricoltura era abbandonata, la circolazione interna paralizzata e il popolo di Comacchio nella miseria più orrenda. 2)
i) ARCH. cit., busta n. 24, lettera del 24, 25 ottobre e 1 novembre 1796; busta n. 96: lettere deD'Amministrazione Centrale, 2 e 10 novembre.
2) Abbiamo preso le più forti misure (scriveva il 4 dicembre rAmmmistrazione Centrale al cittadino Hamelin, commissario di guerra). I nostri proclami e i nostri secreti maneggi ne convinceranno tutti. Ma gli ostacoli ci vengono addosso ammon­ticchiati come montagne. Atterriti dalla paralisi orrenda che gli avvenimenti hanno portato all'interna circolazione, i cittadini reputati ricchi si smarriscono alle "chieste minacciose che loro facciamo. Ecco la carestia del denaro. L'epizoozia rende più pre­ziosi gli animali bovini, ai quali s'attiene la nostra sola ricchezza, che è tutta agraria. Ecco mancante il genere. La speculazione che avevamo fatta pel cambio co nostri macellai è arrestata. Essi non hanno nulla a cambiare, intimandoci anzi di essere nel caso di serrar le botteghe loro per non sapere come procurarsi animali bovini . E il 23 dicembre al cittadino Pourquery, segretario deU'Hamehn: Le peuple de Cornac-chio est le plus pauvre et malheureux du monde. Il n a ni terrain, ni eau. Car la nature lui a refase le premier, les papes lui ont oté la seconde. Il croupit donc dai une a . ' r * màti mk' /.'est une mulUtude de plus de cmq
afireuse misere, et ce n'est pas un petit nombre, e est une * r
mille personnes qui reclament aux hommes et aux dieux le momdre secours conune le plus grand et le plus importai des biens . ABCH. cit., Copialettere, busta n. 99, cfr. anche la lettera alTHamelin del 1 dicembre.