Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno
<
1935
>
pagina
<
708
>
708 Carlo Zughi
Lo scontento serpeggiava dovunque. Gli avversari spargevano allarmanti di torbidi accaduti qua e là; a Ferrara e a Lago (QW!T tima non ancora rimessa dal saccheggio che l'aveva funestata nel mese' di luglio e sempre più tenacemente avversa al capoluogo) si sti-arm*,, '" bandiere dall albero della libertà. I preti aizzavano le popolazioni alla resistenza e in città si affiggeva nascostamente un libello, L'Araldo Cattolico, in difesa della religione e contro i negatori di essa e la Repubblica.
Il 28 ottobre PAmministrazione Centrale era ricorsa a Bonaparte esponendogli di avere pagato, a prezzo di grandi sforzi, la contribuzione impostale, di essere creditrice verso l'Armata di circa dugentomila lire, senza calcolare le quotidiane somministrazioni di viveri alle truppe ma che ora era agli estremi, che le casse erano esauste, che i viveri difettavano e che la popolazione, continuamente aggravata e spremuta, mormorava. Domandava un sollievo. Due giorni dopo, dinanzi a nuove incessanti richieste di provvigioni, di munizioni e di carriaggi fatte dal comandante della piazza, generale Yann, tornava a insistere col fargli presente tutti i mali che l'affliggevano e chiedendogli di poter ristabilire il soppresso monte di pietà sotto la sua protezione.1]
IL
La richiesta della Giunta di Difesa Generale non poteva cadere in un momento meno propizio. Alla risposta del governo di Ferrara cne le casse erano esauste e che aveva assoluto bisogno di essere per qualche tempo lasciato in pace onde potersi rimettere dalle difficoltà in cui si trovava, la Giunta, pressata a sua volta da Bonaparte, torna a sollecitare il residuo della prima quota di contribuzione per far fronte alle
1) La Confederazione Cispadana (scriveva rAmministrazione Centrale a Bonaparte) nel tempo stesso ci domanda danaro per la formazione della nostra eoo e e della coorte comune. Ce ne domandano i riattamenti grandiosi della fortezza tu questa città. Ce ne domanda lo stabilimento organico della nostra interna amministralo e miDe bisogni sorgenti ad ogni istante ce ne domandano ancora. Noi non' P088"1 reggere e la libertà ferrarese da voi creata, è minacciata di una inevitabile non accorrete a conservarci" con quella generosa beneficenza colla quale sie e a crearci. Vi muova dunque, cittadino Generale, la nostra misera situazione. governi esigono forze pecuniarie per reggersi, per sussistere. Le nostre sono B* ste per gli avvenimenti passati, e premerle per trarci violentemente 1 ni una spietata condizione che ci mette in polvere tutti e presta ai tnranni e ai cilli seguaci l'argomento di schermire noi nel nostro infortunio e di voJger l'opera grande che deve trasmettere ad una gloriosa immortalità il noni parte. Anca, cit.. Copialettere, busta n. 99. Ctr. anche le lettere del i.