Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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710
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710 Carlo Zaghi
la sicurezza del nuovo stato, specialmente in quei giorni di ri re ffi guerra con l'Austria e di turbamento e di tensione con la corte di Roma*
Il solo approvvigionamento di Forte Urbano e della fortezza di Ferrara per tre mesi e tremila uomini, che Bonaparte aveva ordinato fin dall'ottobre, comportava una spesa di oltre centomila scudi, chi andava proporzionatamente divisa tra i vari governi, senza contare le munizioni da guerra, le opere indispensabili per mettere in istato di difesa le due fortezze, il vestiario e il soldo della qninta coorte e dell'artiglieria, e le spese giornaliere che la Giunta doveva sostenere.
Davanti alle sciagurate condizioni finanziarie delle quattro città cispadane la Giunta di Difesa, dopo aver esposto in una elaborata memoria *) le imperiose necessità a cui doveva sottostare, comprendendo perfettamente la situazione dei singoli governi, li consigliava di rivolgersi insieme al generale in capo per ottenere quelle facilitazioni e quelle agevolazioni indispensabili in frangenti come quelli. Il Comitato di Governo di Modena e Reggio, che aveva pagato alla Giunta il primo contingente fissato dal Congresso di Modena e fornito, a Forte Urbano, a titolo di approvvigionamento, diecimila libbre di polvere, dugento buoi, ottocento sacchi di spelta, aceto e acquavite in conto del secondo contingente di centomila scudi, e che aveva già fatto presente alla Giunta 1* impossibilità in cui si trovava di contribuire più oltre alla spesa; da parte sua era propenso a mandare una deputazione alla Giunta allo scopo di renderla edotta della realtà delle cose: desiderava però che Ferrara e Bologna si unissero ad esso per adoprarsi onde rendere pia moderate le richieste. Il Senato di Bologna a sua volta, quantunque meno duramente provato delle altre città, date le sue particolari condizioni economiche e la maggior vastità delle sue risorse, era pronto ad aderire, o in Ferrara, o in Bologna, ad un congresso ove discutere quello che conveniva di fare. Ferrara, invece, contraria ad una deputazione comune a Bonaparte, preferiva un ricorso separato dei governi, come quello che poteva produrre maggior impressione, a differenza di unaistanzaumca, che avrebbe potuto avere tutta l'aria di una cosa concertata. Soggiungeva che bisognava fare intendere al generale che le città erano pronteafareil possibile per la comune difesa, ma guardarsi dal meritare il suo disprezzo, e correre così il rischio di essere abbandonate al proprio destino.
*) Doc. n. IX. tji Bologna
2> Anca. cttM busta n. 97, lettere del 18, 21 e 25 novembre al Senato * e al Comitato di Governo di Modena e Reggio; basta n. 25, lettere del Jy -bre del Senato e del Comitato di Governo all'Amministrazione Centrale.