Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; GIORNALISMO
anno
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1935
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pagina
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750
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750
Ersilio Michel
con-
e
siete stato a fianco sempre, avete fatto ciò eh' io aspettavo da voi e gli a ,, lerici che forse vi son venuti da quel contatto, devono lasciarvi, or che ne siete una sensazione dolce della coscienza . Badate a non faticare di soverchio6 TT servare un regime dietetico convenevole; voi sapete i ritorni frequenti e mi f piacere se, scrivendo voi, o altri, mi darete avviso della vostra salute.
Vi ringrazioperora della proposta dei 200 fr.: se tutti gli Italiani fossero comevoi non s'andrebbe cosi per le lunghe in fatto di rigenerazione. E certo quasi del poco aiuto che ne avrei avuto, io mi era industriato di cavarli dal mio, combinando un certo diritto ch'io avea e che mi ricordai in quel punto a un legato fattomi sei anni sono colla bontà di mio padre. Bensì, rivedendo le leggi della stampa periodica, m'avvidi ch'io era esente dal cautionnement, perché il mio giornale non escisse fuori che una volta al mese ed io trovassi un gérant Francese. Onde ho risolto di far così e sbrigarmi d'ogni inciampo. Intanto ho avuto campo di fare un po' di saggio sugli esalie ho trovato quel ch'io non avrei voluto per onor della causa. Uno solo mi offrì 4000 fr. quando udì che non si trattava se non d'impiegarli presso il governo, e stipulò utili e ne discusse per giorni, ed esiggeva promessa scritta ch'io non avrei parlato della Francia, ed è ricco di più. di mezzo milione. Non ne favellate ad anima viva, perché un di o l'altro egli potrebbe risaperlo e riconoscersi nel ritratto, e nuocerebbe alla causa.
Mi vengono scritti da molte parti e nessuno che meriti la pubblicità quindi altrettanti nemici. Da alcuni altri ho promesse e spero le atterranno *) - se no farò quello che ho detto nell'ultima pagina del Giornale.2) I pareri tutti diversi: Ha Torino mi seri* vono eh' io nuoccio alla causa per troppo volere; da Genova, eh' io ho destato all'entusiasmo la gioventù ; dalla Toscana eh' io fo vittime per mio piacere, come se le imprudenze commesse nel distribuire venissero da me. Da Milano ch'io fo benissimo. Il Benci mi accusa di aver cominciato da dove io doveva terminare. Da Parigi alcuni mi tassano di transigere co' tristi. Altri di stile biblico, e di parlar troppo di Dio, poi d'essere seminatore di discordie. Penso di fare a modo mio e andare innanzi senza guardare a destra o a sinistra. Seguirò il core che m'inganna talvolta, ma non mi ha mai dato rimorsi. Poi sarà quello che Dio vorrà. Intanto io da Parigi non ho avuto un soldo ;
rità politica egli non era allora sicuro. Cfr. G. MAZZINI, Scritti editi e inediti, voi. V, Epistolario I, Imola, P. Galeati, 1908, p. 65; COSTANZA GIGUOII STOCKEB, Una famiglia di patrioti emiliani, I Giglioli di Brescello, Milano, Soc. an. ed. D. Alighieri di Albrighi e Segati, 1935, p. 67-68.
1) La sua speranza, come è noto, rimaneva delusa. Infatti poco dopo, nel novembre successivo, scriveva a Charles Didier : Je vous dirai nalvement pour répondre à ce que vous me demandez, que la Giovine Italia manque de collaboratenrs. J'avajjrau moment de l'entreprise la promesse de toutes nos capacités intellectnelles: Pfi Benci, Giannone, Berchet, Pecchio, etc. Cette promesse, personne ne l'a remphe et je suis à peu près seni dans ce moment... . G. MAZZINI, voi. cit 197.
2) Dopo aver invocato l'aiuto dei fratelli d'esilio e di tutti gli Italiani, alio.un del lo fascicolo de La Giovine Italia, il Mazzini cosi concludeva: Ora noi abbi fatto il nostro dovere; del resto avvenga che può. Noi innalziamo una bandiera, ap
a voi, o Italiani, circondarla d'affetto e di sacrificio; a voi reggerla subhme a Noi la sosterremo questa bandiera finché le nostre braccia varranno, be avr ricadere stanche sul petto ed altre braccia non sottentreranno alle n" yje ci racchiuderemo nel silenzio, aspettando l'ora che deve chiamarci tuttT dell'azione . Cfr. La Giovine Italia. Nuova edizione a cura di Mario Mengnin, Soc. ed. D. Alighieri, 1902, p. 132.