Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO
anno <1935>   pagina <755>
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Confidenti della polizia piemontese nel Risorgimento 755
Nel 1838 veniva arrestato un povero barcaiuolo di Arona, Gio­vanni Battista Marzagora, nella cui barca furono trovate le opere del Frate, lasciatevi forse da due svizzeri. E dire, che il buon uomo, avendo visto tra quelle la Stona del Concilio di Trento, li ritenne per libri di devozione, per cui entrò nel divisamente di venderli a qualche prete .x)
H Sarpi doveva dare alla Polizia altre noie. In due successive per­quisizioni operate nel negozio del libraio Giovanni Battista Soliva a Genova, nel gennaio del 1840, furono sequestrate varie opere proibite: Le dernier chant du voyage d'Harold, di Lamartine; Opere scelte di Ugo Foscolo; Le Gueux des Bois, ou le Patriote Belge en 1566; La femme à la miette, e Mon dernier roman di Charles Nodier; Madame oVArgasse (sui Carbonari); Origine de tous les cultes, ou religion universelle par Dupuis; La fée aux miettes e Rèveries di Ch. Nodier; VHermite de la chaussée du Maine; e quattro copie delle lettere inedite di Paolo Sarpi. 2)
Il Ministro dell'Interno era stato avvertito dall'Abate Pullini, revisore a Genova (28 dicembre 1839) che si cercava, nientemeno, di procurare clandestine associazioni alle opere riprovate del Fra Paolo Sarpi, Il Ministero, oltre all'avvertimento passato alla R. Commissione di Revisione in Torino, diramava il 1 gennaio 1840 una circolare a tutti i Governi delle Divisioni di Terraferma, perchè facessero guerra spietata alle opere del Sarpi. Il 4 di gennaio, il De Maistre, Governatore della Divisione di Nizza, rispondeva con una lunga nota, spiegando le difficoltà di repressione del contrabbando di libri e dando qualche consiglio, fra cui il rogo delle opere sequestrate.3)
Con simili diciamo precedenti, non è a stupirsi se il Governo piemontese faceva largo uso di confidenti, in .particolar modo a Genova che, per la sua posizione e il suo recente passato, meglio di altre città si prestava alla diffusione dello spirito rivoluzionario. Si deve solo notare che si dava prova di una certa prudenza, come vedremo.
1) Nota del R. Governo della Provincia di Novara, Uff. di Polizia, n. 931 del 24 marzo 1841. H Marzagora venne rilasciato dopo ammonitoria, e il libro bruciato (Gabinetto di Polizia, 1840, Torino, cart. 1B, n. 1).
2) Note del Panificai, Governatore di Genova, al Ministro dell'Interno, nn. 48 e 333 dei 13 e 29 gennaio 1840 (Gabinetto, 1840, cit.).
3) Nizza, addi 4 gennaio 1840. - Nell'assicurare V. E. che si praticherà la massima vigilanza, onde impedire la clandestina introduzione delle riprovate opere del Fra Paolo Sarpi, e sventare le associazioni, che si tentassero fare per favo­rirne ed aumentarne la circolazione, io non deggio tacerle essere arduo, e difficile