Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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761
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Confidenti della polizia piemontese nel Risorgimento 761
Sono pronto a manifestare al Governo, quando così lo desideri, tutti i segni, movi-menti,pasBÌ e parole che mi sono statiinsegnatiper farmi conoscere come un membro che ebbe la mala sorte d'esser sedotto per farmi ascrivere alla detta società segreta, a cui intendo già fin d'ora di rinunziare nell'intimo del mio cuore, e desidero soltanto di conservarne l'apparenza affinchè pervenendo a discoprire qualchetramacontroilR. Governo, e contro la pubblica t ranquillità possa rendermi utile alla Patria, manifestando sinceramente alle Autorità ogni cosa che potesse giovare a reprimere qualunque attentato...
Ma in tutti i ceti venivano reclutati gl'informatori. Ecco il dottor Riccardo Stanislao Da Costa, portoghese.
Nel '39, arrivava a Genova una divisione della flotta napoletana. Tra il Governatore di Genova e il Ministro dell'Interno avvenne mi rapido scambio di informazioni. *)
Genova, 7 settembre 1839.
Il Dottore Riccardo Stanislao da Costa, altro degli emigrati portoghesi qui dimoranti e dal R. Governo sussidiati, persona sulla di cui devozione alla legittima causa non si avrebbe peranco avuto motivo di dubitare, veniva ultimamente confidando al Sig. Direttore di Polizia dei liberali propositi statigli tenuti da un individuo appar- ' te nente alla Divisione navale napoletana attualmente ancorata in questo porto, col q naie per un incidente eragli occorso di mettersi in contatto.
E questi di nome Ferdinando imbarcato sulla fregata Partenope col posto di di rettore o Maestro degli alunni Pilotini.
Tali propositi, che, secondando il Da Costa le relative premure della Polizia, furono anche, lui presente, intesi da altra persona sicura appositamente incaricatane, ' t endono in sostanza ad accusare d'ingiusti e tirannici tutt'i Governi Monarchici, quello di S. M. Siciliana segnatamente, ivi non venendo risparmiate le stesse auguste persone di quella Real Famiglia; ad annunziare come già preparata ed anche prossima a scoppiare una sollevazione nell'Italia tendente a proclamarvi la libertà dei popoli; e ad asserire essere tale il malcontento nell'armata Napoletana da potersi ritenere per d ispostissima presentandosene l'occasione, a volger le armi contro del proprio Monarca.
Siccome lo stesso individuo avrebbe pure esternato di ritenere presso di sé parecchie canzoni ed altre poesie tutte in senso liberale, ho io fatto sentire al prefato Sig. Direttore di Polizia che sarebbe assai opportuno si vedesse modo di averne visura, anche per formarsi un più giusto concetto del fine, a cui sarebbero diretti i suoi discorsi, ponendo, d'altronde riflesso a che dalla surveglianza, quanto più possibile estesa ed accurata attivatasi in conseguenza del premesso, dato alcuno non sarebbe per anco emerso né di tentativi sia di subornazioni che di procurarsi delle relazioni in questa città per parte del ripetuto individuo, né di consimili manifestazioni o di contegni per qualche altro modo sospetti dal Iato di altre tra le persone appartenenti alla suddetta
squadra.
Torino, 10 settembre 1839.
H confidenzial foglio di V. S. IU-ma ed Ecc.ma delli 7 andante fammi apportatore di ragguagli che si aggirano intorno ad un oggetto troppo interessante, perchè io non siale assai tenuto d'avermeli favoriti, e non ravvisi d'accordo coU'E. V. tutta
i) Gabinetto, 1839, Genova, cart. 3, n. 744.