Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO
anno <1935>   pagina <764>
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764 Carmelo Trassetti
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Il conte Lazari, cui la pratica fu trasmessa, incaricava il Paul di riferire sull'opportunità o meno d'una tal nomina. Questi rispond" il 26 aprile 1844, che per varie ragioni d'ordine amministrativo quelli carica non poteva concedersi ad individuo di non grande levat intellettuale e che non aveva alcun merito da vantare.
La richiesta di un titolo nell'amministrazione della Polizia tende­rebbe, siccome io penso, a far rivivere una carica che esisteva sotto la repubblica Genovese, quella cioè di Governatore, di cui era uno in ogni borgata nei dintorni di questa città. Se tale è la sua mira, V. S. HI ma vedrà di leggieri l'inconvenienza della cosa, la quale non sarebbe d'al­tronde conciliabile colle attuali nostre istituzioni. ..Non tralascierò fi­nalmente di osservare che essendo ilM.se Dongo genovese, sarebbe questo un nuovo ostacolo, il quale se si tiene a calcolo a riguardo di ufficiali subalterni della Polizia, devesi a più forte ragione aversi presente in caso di nomina di un Funzionario superiore, quale sarebbe quella di Vicario di Polizia .
Il povero Donghi si vide quindi respinto. Ma non si scoraggiò. Tornò alla carica nell'agosto, chiedendo semplicemente che il coman­dante della Stazione dei Carabinieri in Albaro si recasse di tanto in tanto presso di lui per essere informato su quanto avveniva di più misterioso in Albaro. E questa volta, forse perchè si vide che realmente il buon uomo non poteva mai nuocere, mentre poteva forse talvolta aiutare, fu accontentato.
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Ma un confidente vero e proprio, stipendiato e con una posizione quasi ufficiale, fu Natale Hardy.2) Su di lui non conosco altre notizie che quelle date dai documenti della Polizia piemontese.
Il lo luglio 1833, da Torino, egli indirizzava al conte Della Scarena, allora Ministro dell' Interno, la seguente lettera.
J*ai ra TCionneur d'adresser tuie supplique à V. E. pour la supplier de vouloir bien m'accorder une audience particulière. Prive jusqu'à ce jour de cette haute favenr, je prends la liberté d'exposer à V. E. les Communications que j'avais a lui faire.
Toute ma famille fut victime de la première revolution; je l'ai été moi-m me de celle de 1830 parceque mes opinions et mes convìctions profondes rendaient mon dévoument pour la Dynastie de nos Rois légitimes inébranlable. Je consacrai o mes efforts, les restes de ma fortune et l'influenee que j'avais acquise à cette i
x) I fascicoli ebe lo riguardano trovansi in Gabinetto, 1839, Genova, n. 1120 e Gabinetto, 1842, Nizza, cart. 1, n. 645.