Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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780
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780 Carmelo Trasselli
dice che i suoi affari peggiorarono dalla guerra di Spagna del 1824 ove aveva la gior parte de' suoi interessi, e finalmente si qualifica legittimista, pretendendo dW*" per siffatta causa ridotto in misero stato.
Occorrendo per ragioni di Regio Servizio al sottoscritto Primo Ufficiale Ispet-tore Generale di Polizia d'avere ora tutte quelle maggiori nozioni che sono del caso non solo per sapere craal fede meritino le sovrespresse asserzioni dell'Hardy predetto ma eziandio a formare una giusta idea de' di lui precedenti e qualità politico-morali! si rivolge all'esperimentata gentilezza dell'Ili. Sig. Conte Solaro della Margarita..! pregandolo a volersi compiacere di promovere al riguardo le occorrenti informa" zioni...
Il Solaro rispondeva il 27 settembre 1842:
Il sottoscritto Primo Segretario di Stato per gli Affari Esteri, giusta le notizie or ora ricevute dall'Ambasciatore di S. M. in Parigi, sul nominato Natale Hardy,,., si reca a dovere di notificare che il nome di Natale Hardy non figura nei moli della scuola Politecnica dal 1795 al 1830, che è pure sconosciuto al Ministero della Guerra e che niente autorizza a pensare che l'individuo in questione abbia appartenuto allo Stato Maggiore del Duca d'Angouléme nel 1815, che non è egualmente conosciuto nel commercio des modes et des nouvautés che avrebbe esercitato a Parigi pel corso di sei a sette anni, e che invano si cercò il suo nome sugli Almanacchi di commercio dal 1827 al 1833 fra i mercanti di tal genere; finalmente che tutte le ricerche per iscoprire qualche traccia del lungo soggiorno che il detto Natale Hardy pretende aver fatto a Parigi, sono state infruttuose, e che non fu possibile di ottenere altre nozioni in proposito.
Dopo ciò dello Hardy non si sa più nulla; forse, dati gli antichi servigi, gli fu permesso di continuare a vivere in Genova?
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Tralascio ogni giudizio sul valore delle informazioni fornite dallo Hardy; il suo metodo d'indagine psicologica, quale è abbozzato nel rapporto del 12 settembre 1836, lo dimostra uomo d'una certa larghezza di vedute; tale metodo pare abbia conseguito qualche risultato, a meno che le sue denunzie non si vogliano considerare mistificazioni.
Comunque, noto soltanto che, se le sue delazioni non possono paragonarsi ad altre che starei per dire classiche quelle del Parte-sotti, ad esempio, o quelle, forse meno comunemente note, del conn-dente della Polizia romana inviato al Congresso degli scienziati tenuto in Napoli nel 1845 non mi sembrano però del tutto prive d'interesse, in particolare per quanto si riferisce all'ambiente genovese.
CARMELO TRASSELLI