Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1935
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pagina
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819
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DA CARLO ALBERTO A VITTORIO EMANUELE II
Una rievocazione di Re Carlo Alberto in quest'ora piena di fato non può e non deve avere altro intento che di trarre dalla vita e dall'opera di Lui, e più dai propositi Suoi, i mòniti supremi: di un'aspirazione del popolo italiano non solo alla felicità del paese, ma anche alla grandezza e alla gloria, di una dedizione senza limiti a quella missione che per lui fu religione, sino al martirio, di una fede salda, contro ogni insulto del destino e ogni coalizione d'uomini, pur che dalle asperità superate gli Italiani apprendano ad attuare il suo insegnamento estremo: essere un'altra volta più uniti onde essere invincibili. H suo grande spirito precede oggi, con l'esemplare eroismo del vecchio Piemonte, le Legioni dell' Italia fascista, fatta tutta una ferrea unità invincibile per la gloria del Re, agli ordini del Duce.
A sentirmi meno impari al compito di celebrare Carlo Alberto in Torino, nell'aula del Senato subalpino, in cui già suonò in suo onore, nel centenario dell'ascensione al trono, l'alta e maschia parola del Quadrumviro De Vecchi di Val Cismon, voglio arrogarmi per breve ora un tacito ma sicuro mandato di riconoscenza dei figli delle Venezie, di tutte le Venezie fino agli estremi limiti raggiunti dall'ultima guerra, verso la memoria del Re, primo iniziatore delle non ancora compiute redenzioni, e verso la perenne missione della sua Casa augusta. E voglio qui ricordare gli auspici da lui dati e pubblicamente affermati a quell'opera, non del tutto ancora edita, del Corpo di Stato Maggiore Generale Sardo Le Alpi che cingono VItalia, nella quale, a traverso il non ingannevole apparato dello studio teorico, è segnato, nel 1845, il programma integrale delle rivendicazioni dal Brennero sino alle Alpi