Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <820>
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Francesco Salata
Giulie e al di là di Fiume; prima affermazione, quasi ufficiale, dell'animo del Re di volersi un giorno affacciare, con la spada in pugno, all'altro grande mare della Patria.
Male risponderei all'invito lusinghiero se mi lasciassi sedurre a proporvi ancora una volta il così detto problema di Carlo Alberto, ormai risolto alla luce della più ampia e libera documentazione. Non un problema, ma un fatto siamo chiamati a considerare e ad esaltare: il regno di Carlo Alberto. Non ancora è del tutto cessato il mal vezzo di dare come tratti estremi e caratteristici alla più comune rappresenta­zione della figura e dell'opera di questo Principe sabaudo, anche quando non la inspiri malvolere settario, dall'una parte un più o meno provato tradimento del Ventuno e dall'altra il martirio da Novara ad Oporto. Tra quell'imaginario tra­dimento e questo glorioso martirio, il nulla, o, se mai, un regno di grigia, gretta, ordinaria amministrazione, poco o punto dissimile da quello oscuro, immobile e pesante, dei due immediati predecessori dopo la Restaurazione, senza alcuna idea nuova, senza alcun moto, con molti tentennamenti e qualche crudeltà!
La verità, voi la conoscete, ci autorizza a due giudizi sintetici di non disputabile fondamento: primo, che anche quando a Carlo Alberto non fosse toccato in sorte d'inalbe­rare per primo, in testa ad un esercito in armi, il vessillo del­l'indipendenza italiana, il suo regno sarebbe tuttavia così pieno di pensiero e di opere in ogni campo da collocarlo tra i Principi più insigni e benemeriti del Piemonte e dell'Italia moderna; secondo, che il regno di Carlo Alberto, ristretto anche nei limiti tra il '31 e il '47, costituì la preparazione consapevole, necessaria, decisiva al decennio successivo. Un salto da Carlo Febee a Vittorio Emanuele II, anche quando si potesse imaginare fisicamente possibile, ripugna ad ogni criterio di realtà storica. In questo sta la prima fondamentale