Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <821>
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II 821
importanza del regno di Carlo Alberto per il Risorgimento italiano.
L'avvento al trono della nuova linea dei Carignano, il 27 aprile 1831, fu per sé stesso come un auspicio felice, L'Ita­lia si leggerà nel Primato non stima che questo concorso (del rinnovellamento dell'antica Casa di Savoia proprio quando l'ingegno piemontese comincia a sentire e conoscere le nuove sorti cui è invitato) sia nato a caso, poiché salutò nell'avve­nimento della fresca stirpe un augurio lieto alle comuni spe­ranze e una nuova èra per tutta la Penisola, congratulandosi col Piemonte divenuto italiano, e quasi investito di natu­ralità nazionale per mano del nuovo Principe .
Carlo Alberto aveva atteso quel giorno serenamente, senza mai un moto, neppur segreto, dell'impazienza impu­tatagli. Il trono gli era stato conteso sino all'ultim'ora, se non più da insidie diplomatiche, certo da mene settarie e da intri­ghi partigiani nella stessa Torino. Escluso dalle prerogative di Principe Reale, largitegli, quasi di nascosto, solo pochi mesi innanzi; tenuto lontano da ogni intimità con il Sovrano, pur dopo la riconciliazione ufficiale e la confermata eredità, il Principe di Carignano aveva fatto buon uso di questo lar­vato bando, se non più dalle pompe della Corte, da ogni partecipazione, anche solo informativa, agli affari dello Stato.
Condannato così dall'altrui ostilità imprudente a salire al trono senz'altra esperienza che quella della rapida tempesta del Ventuno, Carlo Alberto aveva dovuto formare da sé, in silenzio, secondo la sua indole, tra pochi fidi, con molti libri, con acuta osservazione di cose e di persone, guardando come meglio poteva all'interno e forse più al di là dei confini, una sua propria originale preparazione, rivedendo a mano a mano la sua stessa educazione irregolare, giovanili errori e illusioni; maturando, nella meditazione e nella confidenza con uomini egregi ed esperti, quelli che saranno i propositi e metodi della sua futura opera di Sovrano.