Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <822>
immagine non disponibile

822
Francesco Salata
Certo, lo raggiungevano e confortavano nell'isolamento, al di sopra di calunnie e diffidenze persistenti, aspettazioni fiduciose, che i rappresentanti diplomatici coglievano qua e là, a Torino e altrove, e, secondo i propri interessi più o meno onestamente interpretate, trasmettevano alle loro Corti traendo gli oroscopi più vari sul regno futuro. Ma solo uno dei pochi che, dopo superati dissensi, erano ammessi alla sua con­fidenza, il Governator Generale di Torino, maresciallo Thaon di Revel, poteva nel proclama del 27 aprile, benedicendo alla Provvidenza che dava successore a Carlo Felice, dopo tanta senilità, un Re nel vigore dell'età , farsi mallevadore che nel nuovo Sovrano i talenti, pensieri e occupazioni furono sempre diretti a ciò che doveva un giorno fare la felicità dei suoi sudditi .
Affermare, come fa Luigi Cibrario, che Carlo Alberto s'assise in trono coli'idea preconcetta di tutte le riforme che operò nei diciottenni del suo regno , mi sembra come attri­buire a mente umana, più che maturità e fermezza di pro­positi, virtù profetiche e potere taumaturgico. E come im­porre al suo pensiero un'immobilità contro natura e asse­gnargli, ad un tempo, il privilegio di astrarre dall'azione altrui e dall'imprevedibile sviluppo di fatti superiori ed estranei. Proprio Carlo Alberto non ebbe ne questa potenza ne questa inflessibilità. Voler costruire ad ogni costo, come reazione alla favola del Re Tentenna, una unità di concetto politico dal primo all'ultimo giorno, e supporre addirittura, come taluno ha fatto di recente, che egli avesse in animo, fin dal primo passo, di giungere, a traverso le riforme deU'ainministra-zione, sino al regime costituzionale e che sia stata solo e appena la lettera aperta di Mazzini, con i moti successivi, a farlo deviare e a trascinarlo inconsciamente alla reazione, e far torto ai più profondi principi del Re, oltre che violenza alla venta storica.