Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
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1935
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824
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Francesco Salata
il suo programma. Io miro scriverà per gli intimi a stabilire un Governo forte fondato su leggi giuste ed eguali per tutti, a mettere l'autorità regia al riparo da gravi errori ed ingiustizie col farla rinunciare irrevocabilmente a mescolarsi in fatti spettanti unicamente ai tribunali, ad organizzare un'amministrazione estranea agli intrighi, agli interessi personali, concepita con uno spirito di progresso ragionevole ma costante, a facilitare ogni genere d'industria, ad onorare e ricompensare il merito in qualunque classe si possa trovare a formare un esercito capace di sostenere con gloria l'onore e l'indipendenza della nazione, a porre neU'amininistrazione delle finanze una norma, un'economia, un'integrità, una severità tali da porci in grado di intraprendere grandi cose pur alleviando le condizioni del popolo, a sistemare ogni cosa in guisa da garantire nel nostro paese una libertà piena ed intera per chiunque non abbia malvagie intenzioni.
Questo suo così preciso programma di governo, sarà poi concluso nel motto che altri consegnerà anche in un atto diplomatico: tutto migliorare e tutto conservare . Per lui questa non è una contradizione. E ciò che un suo diretto autorevole interprete racchiuderà nella formula stabilità nell'ordine politico, progresso nell'ordine civile . Egli non è un reazionario cieco, negatore, immobile. Le riforme lente e graduali, ma tenaci e talvolta audaci entro il quadro del potere assoluto e della legittimità, sono per lui il mezzo migliore, più intelligente e sicuro di una sana conservazione. Non attenderà né stimoli né esempi esteriori. Tra difficoltà gravissime e oscure incognite in casa e fuori, il nuovo Re affronta fin dal primo giorno la grande impresa della rigenerazione dello Stato dopo il regresso e la stasi seguiti alla fine dell'invasione napoleonica.
Il primo atto programmatico sarà la creazione del Consiglio di Stato. Pur attingendo a germi d'istituzioni per qualche aspetto affini della storia piemontese, il nuovo Consiglio e