Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <825>
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II
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modellato secondo un concetto proprio del Re e di suoi fidi già nella silenziosa meditazione della vigilia. Pur movendosi entro ai principi fondamentali di istituzioni della Monarchia assoluta, esso introdurrà nell'opera del Governo, quasi a sostegno del potere e del volere del Sovrano, iniziative, col­laborazioni, discussioni, controlli ignoti sinora del tutto in Piemonte e fuori. Insieme con il ristabilimento dei Consigli di conferenza dei Ministri, che Carlo Felice aveva soppresso, il Consiglio di Stato, che nella mente di Carlo Alberto restò sempre come Patto più notevole della sua politica interna, fu Porgano precipuo della volontà riformatrice del nuovo Re, e a ragione se ne celebrò, per bocca del Duce, in Campido­glio, il centenario. Revisione e perfezionamento della legisla­zione, riforme tributarie, rigore nella gestione finanziaria, promovimento d'ogni attività economica e civile, perfezio­namento della pubblica istruzione, sicurezza esterna ed interna, questi i capisaldi tecnici che pur a non lasciando punto come si legge nel proemio dell' Editto di essere in armonia coi principi che costituiscono la monarchia , devono rispondere ai novelli bisogni del paese e non ricusare quel migliora­mento nelle cose pubbliche, l'utilità del quale sia piena­mente riconosciuta .
Senza giustificare affatto le illusioni di chi tra i profughi del '21 aveva sperato nel nuovo Consiglio una rappresen­tanza nazionale più o meno elettiva, o i tentativi di aperti o larvati avversari che, diffondendo ad arte tali voci, tende­vano a ridestare contro di lui i sospetti delle Potenze conser­vatrici e a farlo credere irretito dalle lusinghe parlamentari della Rivoluzione di luglio, Carlo Alberto aveva respinto, con eguale fermezza, tanto le velleità costituzionali contrarie a' suoi principi e pericolose allora per lui aU'interno e aUo estero, quanto la cieca immobihtà che avrebbe fomentato malcontenti e reazioni rivoluzionarie. E nulla può più chiara­mente, e non senza qualche punta d'ironia, rivelarci il vero