Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <826>
immagine non disponibile

826
Francesco Salata
stato d'animo del Re, di un aneddoto, tra giornalistico e diplo­matico, storicamente documentato. Pubblicatosi sul Moni-teur un articolo d'elogio sulla creazione del Consiglio di Stato in Piemonte, il conte Sebastiani si affretta a incaricare il suo Ambasciatore a Torino di richiamarvi l'attenzione del Governo piemontese nella speranza di veder apprezzata dal Re codesta testimonianza non equivoca della giustizia resa in Francia alla generosità delle sue intenzioni e alla larghezza de' suoi provvedimenti . Carlo Alberto deve aver accolto quella comunicazione con un interiore sorriso: quell'articolo era stato ideato e scritto tra il Re stesso e il suo ministro dell'interno, il conte della Scarena, cresciuto alla scuola napo­leonica, ed era penetrato, con lievi ritocchi, nel giornale uffi­ciale francese a traverso l'abile tramite dell'ambasciatore sardo a Parigi.
Un solo effetto poterono sortire le lodi che anche dalla tribuna parlamentare francese si largirono allora a Carlo Alberto: che il Re abbandonò di fatto, dopo averla codifi­cata nell'Editto costitutivo, la convocazione annuale del Consiglio straordinario, formato anche di rappresentanti, se pur non eletti ma nominati, delle Provincie e Divisioni. Per voler eliminare anche la parvenza d'istituto parlamentare che le sessioni plenarie di questo cosi detto Consiglio com­piuto avrebbero potuto assumere, Carlo Alberto rinunziò, forse troppo presto, al tentativo, audace per il suo tempo, di riunire nel Consiglio di Stato le funzioni consultive per la pubblica amministrazione con le funzioni di rappresentanza, entro certi limiti, politica. Se quel tentativo fosse passato, sotto la garanzia del potere assoluto, dalla lettera dell'Editto alla pratica esperienza, nessuno può dire quale sarebbe stato lo svolgimento dei fatti interni del Regno. Sarebbe potuto essere, con anticipazione di quasi un ventennio, un esperi­mento di costituzione tipicamente piemontese e italiana e tale da assicurare il governo d'autorità regia contro ogni