Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <827>
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II 827
importazione di principi demagogici e di prevalenti influenze parlamentaristiche. A questa idea primigenia del Sovrano, concepita all'alba del Regno, tendente a un non so che d'intervento della nazione ne' pubblici negozi, a questa specie di Consiglio Nazionale a porte chiuse , come lo chia­merà Giacomo Durando, credette di poter ricorrere il Re nel '47, innestando la scelta dei consiglieri di Stato straordinari, mai prima convocati, nella nuova autonomia concessa alle Provincie e ai Comuni. Era troppo tardi. I tempi spingevano a più profonde mutazioni.
Ma anche con questa amputazione, il Consiglio di Stato fu veramente la sede nella quale si operò la compenetrazione delle correnti suscitate lentamente nel paese con l'opera del Re e del suo governo: una vera e propria collaborazione al potere legislativo spettante al Sovrano assoluto che quella prerogativa confermerà al Consiglio nel nuovo Codice Alber­tino; un vero e proprio controllo, preventivo e consuntivo, della gestione finanziaria, affidato per la prima volta al Con­siglio con anticipazione, poco avvertita sinora, sulle prero­gative parlamentari; la unità attuata nel suo seno fra le varie amministrazioni centrali, prima ignorantisi, se non a dirittura awersantisi a vicenda; il netto distacco tra Con­siglio e Governo, con funzioni e responsabilità distinte, sotto l'unico e supremo potere del Re, codesta somma di attri­buzioni e codesta assoluta indipendenza dal potere esecutivo indicano fin daU'inizio del regno nella mente di Carlo Alberto una concezione e una direttiva che, anche senza sboccare nella costituzione, contraria alla sua fede nel potere assoluto, potevano dare e diedero per oltre tre lustri un governo di sistematico, ffluminato progresso. Poterono le interne titu­banze del suo spirito e, più, le ostinate opposizioni dell'am­biente e le difficoltà materiali rallentare qua e là il passo o limitare i benefizi; ma tale opera è tuttavia a Carlo Alberto il primo titolo di onore.