Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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833
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II
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I passato politico del Piemonte perchè, se non foss'altro, dice il magnanimo Re Carlo Alberto resse per diciott'anni questo paese senza Statuto .
E in verità, senza l'opera di Carlo Alberto nei solchi meno appariscenti ma più feraci, il Piemonte non sarebbe stato pronto all'appello così vicino alla nuova e illimitata prova. I primi fattori di successo della politica economica e fiscale cavouriana, elemento essenziale del nuovo risolutivo sforzo politico, devono in molta parte ricercarsi nella studiosa, coscienziosa, coerente opera riformatrice di Re Carlo Alberto, la quale, come deve sollecitare ricerche sempre più profonde, cosi auguro possa trovare al più presto un degno e completo divulgatore.
Io sento, che dopo così ampio discorso su quello che a me pare il più importante, se anche il meno appariscente aspetto dell'opera del Re, potrebbe mancarmi la vostra attenzione per ogni altro pur così attraente tratto della sua personalità e della sua attività. Ma sento anche che a Torino, dove tanta parte del progresso moderno della città, delle sue istituzioni ed opere, delle stesse sue memorie e tradizioni reca in fronte il nome di Carlo Alberto, potrebbe sembrar vano ogni facile sfoggio di erudizione che un rapido giro per la città può sostituire. Penso piuttosto che taluno attenda da me stasera qualche se pur fugace cenno della politica estera del Re e più particolarmente de' suoi rapporti così complessi con l'Impero austriaco.
I detrattori ancora impenitenti di Carlo Alberto, immemori di altri esempi della storia antica e recente, ricorrono, come a prova classica della contradizione carlalbertina, al contrasto insito nel suo regno che s'apre con un patto segreto militare con l'Austria e si chiude con la guerra contro l'Austria.
Quale fosse nell'interno il suo animo, quale per fatalità storiche e direi quasi congenite la tradizione della sua Casa
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