Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <834>
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Francesco Salata
verso 1' Impero, non è necessario dire. Senza la lusinga della guerra contro l'Austria i promotori dei moti del Ventuno non avrebbero avtito accesso né alla casa né all'animo del Prua-cipe di Carignano. Né i suoi capelli grigi dirà nel '39 lo inducono a sconfessare quegli slanci della sua anima gio­vanile: e sino all'ultimo respiro il suo cuore scriverà
batterà, come vent'anni prima, al nome di patria e d'indi­pendenza dallo straniero . Ma, posto di fronte alla realtà egli, con sicuro intuito della sua missione, non per proprio egoismo, fa la sua scelta dall'una parte fra la comoda ma anti­patica sorte del principe spodestato quale per un gesto impre­vidente e inutile sarebbe stata la sua dopo la repressione e l'occupazione austriaca del '21, e la devoluzione in tal caso inevitabile della Corona dei Savoia ad un altro principe forse straniero ed austriaco, e d'altra parte la compressione momen­tanea del proprio ideale e l'adattamento alla coazione este­riore della forza. S'inizia cosi ben prima dell'avvento al trono un giuoco sottile, tragico, dite pure diabolico, ma santo, tra il Carignano e Metternicb, che si illudono a vicenda, servono ognuno il proprio interesse immediato, diffidenti l'uno del­l'altro, coprendo la diffidenza a volta a volta con espansioni od astuzie, rimettendo al destino la risoluzione più lontana del conflitto. Le carte diplomatiche austriache prospettano nelle varie fasi, dal congresso di Verona alla guerra del '48, le vicende molteplici di questo duello anche più drammati­camente dei documenti piemontesi. Può apparire più volte che nel Principe prima e nel Re poi il giuoco abbia mutato il sentimento verace. Ma ecco le lettere intime e i diarii e qua e là le stesse diffidenze del Cancelliere austriaco avvertirci ehe non è così. Può più volte apparire senza speranza la scher­maglia, imposta dagli eventi esterni e dalla stessa interna situazione del Regno, al piccolo Piemonte contro l'Impero, nel cui seno la crisi va per forza d'inerzia troppo lenta verso il dissolvimento.