Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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835
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II
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Certo, la santità della causa ha supplito alla forza. Ma può dirsi provvidenziale che a sostener questa prova, non nuova neUa stona, sia stato chiamato un Principe come Carlo Alberto, tutto compenetrato di una fede religiosa neUa sua missione, che può agli estranei rivelare dubhi o contrasti, ma nell'intimo è come una consegna fatale, assistita da una virtù di sacrificio e da una severa disciplina che gli fanno sopportare, senza un lamento, tutti i pregiudizi e i danni che contro la sua personalità esteriore si abbattono per lunghi anni appunto per questo infingimento necessario, per queste apparenti contradizioni tra l'aspirazione lontana e i fatti immediati, per questo lungo attendere dolorante contro le altrui impazienze, talvolta generose, taPaltra malevole. Ecco perchè, quando a quel tanto discusso libretto del He, soppresso da lui appena stampato, le Réflexions historiques, leggo imputato tutto ciò che in esso è di esagerato misticismo e di superstizioso pietismo, son tratto a benedire quelle pagine in cui è posto anche nella verità rivelata della religione il fondamento della sovranità nazionale dei popoli, è considerata castigo divino la dominazione di principi stranieri, è conciliato con il rispetto del legittimismo a lui sacro il dovere della liberazione dallo straniero ed è dato alla causa dell'indipendenza nazionale il suffragio e la forza del verbo divino. Cosi Carlo Alberto considererà soltanto sé stesso e il Papa principi legittimi in Italia e si farà non solo lecito ma doveroso ogni mezzo atto a compiere la volontà divina di scacciare i barbari, quando i tempi maturino, dal suolo della patria. Provvidenzialmente diverso dal suo ministro, il Della Margarita, che, con principi religiosi in ciò diversi dal Sovrano, imputava a' questo come illusione e colpa il proposito di Kberare un giorno l'Italia dalla dipendenza triaca e lasciò scritto del Re: Non pronunziò la parola di scacciare i barbari, ma ogni suo discorso palesava il suo segreto .