Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <836>
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Francesco Salata
A questa luce va giudicato anche il protocollo militare segreto firmato in Torino il 23 luglio '31 tra il Piemonte e l'Austria: sollecitato, come gli atti diplomatici mostrano, più da questa che da quello, che fu compensato con vantaggi di prestigio politico e di benefizi militari e finanziari, non conse­guiti nell'analogo negoziato còrso senza conclusione nell'ul­timo anno di regno di Carlo Felice. Convenzione militare, non alleanza vera e propria, che l'Austria avrebbe voluto e di cui Carlo Alberto volle evitata di proposito sin la parola, per non estendere al di là delle contingenze la portata del­l'accordo rivolto esclusivamente contro le minaccie della Fran­cia di Luigi Filippo. Così lo vedremo far naufragare poco dopo, con ogni migliore grazia, la proposta austriaca di un trattato segreto fra tutti i Sovrani d'Italia, compresa l'Au­stria, di garanzia reciproca dell'integrità e indipendenza dei rispettivi Stati nei loro confini attuali . Pur apprezzando la cooperazione austriaca per la propria difesa e pronto a ricam­biare il benefizio, Carlo Alberto non intendeva e più volte poi ne respinse le suggestioni da Vienna come da Napoli di codificare né un proprio obbligo d'intervento armato per l'Austria negli Stati italiani ne la posizione preminente del­l'Austria o de' suoi satelliti tra gli Stati d'Italia né una pro­pria rinuncia espressa ad ampliamenti territoriali verso oriente o verso il centro. Il fatto pone nella vera luce quello che era il fondo del pensiero di Carlo Alberto, e non sempre de' suoi ministri, nei rapporti con l'Austria. Come non pensare ad altre future alleanze tra V Italia e V Impero degli Asburgo, le quali, sorte, come il protocollo del '31, da necessità di difesa in circostanze particolari, non ebbero in sé possibilità di svi­luppi costruttivi, né, sopravvissute, come quel protocollo, solo formalmente al superamento di quelle necessità negative, valsero ad impedire l'addensarsi del conflitto più violento tra gli alleati di ieri: nel '48, proprio come vent'anni or sono, nel 1915?