Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <838>
immagine non disponibile

838
Francesco Salata
e ne è in tutti preciso il ricordosegnano le tappe a traverso le quali dell'ardore bellico proprio dell'animo del Re audrà a poco a poco spostandosi la mèta da difensiva, a prevenire l'invasione francese di eserciti o di sètte, sino a divenire offen­siva contro lo straniero che opprime l'indipendenza nazionale. Certo, in questa evoluzione che la congenita ambizione sospinge eia ragion di Stato infrena, ebbero parte anche gli errori e le colpe degli Asburgo in Italia e i movimenti di idee e le stesse congiure e i martirii, che per tanto tempo poterono rima­nere , perchè non ammetterlo ? e non solo nelle appa­renze, al di fuori e persino contro gli intendimenti e i metodi immediati di Carlo Alberto.
Ma comunque sia di ciò, e la critica storica sta asse­gnando il suo ad ognuno dei fattori della resurrezione nazio­nale una cosa sta sovra ogni dubbio per tutti: che senza la forza interna ed esterna del Piemonte, senza l'esercito e la volontà di Carlo Alberto, una volta ancora l'Italia sarebbe stata risospinta nei sogni e nelle sètte. Lo intrawide persino il Gioberti, che all'inizio delle agitazioni per la Costituzione scriveva al Valerio: Il Re di Sardegna farà abbastanza se alle riforme incominciate aggiungerà la forza delle sue armi per tutelare la libertà comune. Importa assai di non rallen­tare il suo ardore in questo proposito con esigenze di altra sorte che gli dispiacciono .
E veramente a Carlo Alberto dispiacevano le agitazioni intese a strappargli una costituzione. Egli poteva bensì essere conscio, come aveva detto al Ricci nel '45, che la forma dei governi non è eterna e cammineremo coi tempi , ma era per suaso che le riforme del '47 erano le sole necessarie e da sole sufficienti. Non era convinto della necessità e. della utilità di una automutilazione del suo potere assoluto per gli stessi nni della risurrezione nazionale e della guerra imminente. H tema richiederebbe troppo lungo discorso. Ma sia lecito dire, anc e