Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <841>
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Da Carlo Alberto a Vittorio Emanuele II 841
nuove alla causa nazionale, si deve al sublime sacrifizio di Carlo Alberto. In oeU'infortunio, e più in quel martirio da vendicare, si cementò più salda l'unione tra l'Italia e il Piemonte, tra la dinastia e il popolo. Quel che il bilancio tragico del biennio lasciava di attivo all'avvenire immediato, era dovuto in gran parte a Carlo Alberto: lo Stato piemon­tese che per le energie infusegli da lui era in grado di resistere a quel colpo; l'audacia dimostrata dalla Dinastia con la guerra regia, la stessa irreconciliabiKtà stabilita fra l'Austria e F Ita­lia, tra gli altri Stati rifatti vassalli dell'Austria ed ogni anche più modesto programma d'indipendenza; il Piemonte reso ormai asilo e strumento della resurrezione nazionale; tra il Piemonte e la rivoluzione italiana stretta una tacita alleanza; la fede serbata dietro a quell'esempio sublime dal grande figlio, che, fatto Re sul campo, doveva dare fin dai primi giorni di regno, dal convegno di Vignale al proclama di Moncalieri, un'affermazione luminosa della sua futura grandezza. Nell'af-frontare ogni nuovo cimento, Vittorio Emanuele II sentirà nel cuore, sommo conforto e sommo orgoglio, la sicurezza come proclamerà nel Sessantasei di poter sciogliere pienamente il voto fatto sulla tomba del magnanimo Genitore.
Così diverso e pur così vicino al Padre, il grande Re, il primo Re d'Italia, avrà la stessa ambizione che già era arsa nel petto del genitore: essere il primo soldato dell'indipen­denza italiana . Avrà lo stesso orgoglio, lo stesso altissimo senso dell'onore della Sua Casa e non piegherà gli occhi sono sue parole dinanzi a nessuno. Come Carlo Alberto morì in esilio per non chinare il capo davanti all'Austria, così Vittorio Emanuele II dirà Cavour andrebbe a morire in America o cadrà non una, ma cento volte ai piedi delle nostre Alpi prima di offuscare con una sola macchia l'incon­taminato onore della sua nobile stirpe . Nutrirà come il Padre, una fede incrollabile nelle fortune della Patria, pronto
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