Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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856
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856 Adolfo Colombo
essere precursore, campione e martire della libertà italiana . Sotto 1 dominazione francese fa sede di prefettura dipartimentale: colla restaurazione fu restituito al Principe di Carignano. Qui, si legge, sul frontone della facciata elittica, nacque Vittorio Emanuele II.
Iniziato il Regno, Carlo Alberto si trasferi alla Reggia e Palazzo Carignano ospitò pubbliche amministrazioni. Ma nel '48, l'8 maggio il Principe di Carignano vi inaugurava la Camera dei deputati. E di qui, rammenta un'altra tavola di bronzo a sinistra dell'ingresso, il Conte di Cavour raccolta la tormentosa aspirazione di quindici secoli proclamò Roma capitale del Regno.
Dopo il trasporto della capitale a Firenze, le sale più suntuose furono sede dal 1866 del Consorzio Nazionale per l'ammortamento del Debito Pubblico di cui Eugenio di Carignano fu primo presidente.
Per la natura dei locali, alquanto ristretti a sinistra ed a destra, così fastosi da essere per sé stessi eloquenti e da sconsigliare perciò qualsiasi adattamento od ingombro di documenti e di quadri, non era possibile ricordare tutta la falange dei Grandi Piemontesi, anche se limitati a quelli compresi nella lista ufficiale delle celebrazioni. S'imponeva quindi un criterio sintetico unitario che tutti idealmente li comprendesse e spiegasse chiaramente l'ascesa mirabile del Piemonte attraverso i secoli, il prestigio morale che a poco a poco seppe acquistarsi. Ed era logico che questo filo conduttore, intimo legame fra le varie sale, fosse sopratutto la celebrazione di quei Principi Sabaudi artefici e custodi di quella gloriosa tradizione militare che portò al risorgimento della Patria e con essi si comprendessero idealmente tutti quei loro collaboratori che nelle armi, nella politica, nelle lettere, nelle scienze e nelle arti eccelsero, onorando non solo la terra nativa ma la Nazione tutta.
Nella scelta del materiale la Commissione Tecnica fu assai oculata. Pochi i quadri ed i ritratti, ma scelti fra capolavori d'arte; non molti i documenti, ma raccolti tra i più preziosi ed i più significativi.
L'interesse suscitato e l'efficacia ottenuta in virtù di questo cn-terio insegnano che anche nell'ordinamento dei nostri Musei Stona si devono applicare gli stessi concetti, se si vuole che i visitatori, più che a soddisfare una semplice curiosità, si commuovano e si infiammino davanti ai ricordi del passato.
Favorirono tale scelta altissimi ed autorevolissimi consensi ed aPPggi- S. M. il Re, S. A. R. il Principe di Piemonte, gli Archiviai Stato di Torino e di Roma per illuminata disposizione del Ministri dell'Interno, Gallerie d'Arte, Musei e Biblioteche perla fervida adesione