Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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858
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858 Adolfo Colombo
impresa di Borgogna, l'investitura avuta in premio dall' Imperatore Corrado II il Salico della contea di Moriana, e parte del suo famoso giuramento nel consiglio di Aure.
Attraggono la viva curiosità del pubblico, a cui sono per la prima volta presentati, i documenti magnificamente conservati, risalenti a ben nove secoli fa, patrimonio prezioso dell'Archivio di Stato di Torino esposti con ampia spiegazione del loro contenuto e del loro significato.
Un documento del 1025 ci prova la fondazione dell'abbazia di Cara-magna per opera di Olderico Manfredi e di Berta sua moglie; un altro del 1031 ci presenta Umberto Biancamano, il capo stipite di Casa Savoia, consigliere della regina Ermengarda per concessione di beni al monastero di Talloires, e un altro del 1040 ce lo mostra signore d'Aosta, donatore di beni ai Canonici di S. Giovanni e di San Orso di Aosta, ma fra tutti interessa il rotolo della Novalesa, del 1060, il più antico monumento storico del Piemonte che intreccia, dice la didascalia, in piacevoli vicende fatti reali, leggendarie avventure e miracoli. Piace questo rotolo di pergamena di 11 metri di lunghezza e largo appena un decimetro, scritto in bel maiuscolo romano che narra le romantiche avventure di un principe di Aquitania, fattosi poi cenobita della Novalesa.
Un ben studiato grafito sul muro ci rappresenta il felice connubio di Oddone, figlio di Umberto Biancamano con Adelaide di Susa, figlia di Olderico Manfredi, matrimonio che riunendo la contea di Savoia alla Marca di Torino schiuse ai Savoia il primo passo verso il Piemonte.
Adelaide di Susa ci appare in una statua di legno del 500 conservata nella Cattedrale di Susa, accolta nella Mostra più per indulgenza ad una vecchia tradizione che al convincimento che essa rappresenti la effigie della fiera marchesana.
Un'altra sala è dedicata alla figura di Tommaso II, conte di Fiandra, ad Amedeo V e ad Amedeo VI, il conte Verde.
Tommaso II, che dal fratello Amedeo IV ebbe in appannaggio le terre del Piemonte e da Federico II il titolo di vicario generale in Italia, è raffigurato in una cripta di stile gotico di mistico effetto: bella figura di guerriero medioevale, immerso nel sonno eterno, col casco di metallo, colle ferree ginocchiere, colla corazza: le mani incrociate sul petto ali uso cristiano; la testa su un cuscino e al fianco lo scudo ornato di una grande aquila. La statua del Principe fu perfettamente ricalcata dall'originale che si trova nella tomba, nella Cattedrale di Aosta.
Richiamano il nome di Amedeo V il Grande, glorioso per la bella impresa di Rodi contro i Turchi, un sigillo, il documento col quale