Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <859>
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stanca ai palazzo Caricano di Tonno 859
SeatiTr EV ÌC l0 CnSaCrÒ **** Cd - * in cui sono delineati i limiti raggiunti nel 1323 dal suo Stato.
Altre riproduzioni ingrandite presentano i sigilli di Filippo I, conte di Savoia, e di Bona di Bortone, moglie del conte Verde.
La bella figura di Amedeo VI rinasce attraverso alcuni documenti caratteristici delle sue imprese principali: il rotolo dei conti della spedizione in Oriente contro i Turchi ed i Bulgari, quando per primo piantò il vessiUo sabaudo sui Dardanelli, la nomina sua a vicario impe­riale fattagli dall' imperatore Carlo IV, a verbale della prima riunione de' delegati a Torino quando fu nominato arbitro fra Genova e Venezia, il trattato con Ludovico d'Angiò per l'impresa del Napoletano, e le spon­tanee dedizioni di parecchie città piemontesi a lui cuius, spiega un docu­mento biellese nel 1379, bonitas atquefama per mundum resonat universum.
Una vetrina poi a cui fanno corona statuette di cotto riproducenti l'Annunziata e San Maurizio, segnala documenti e disegni che si riferi­scono all'istituzione del Collare, diventato poi l'Ordine del Collare della S. Annunziata.
Un'altra sala rievoca i due altri Amedei: il conte Rosso ed Ame­deo Vili.
Un ritratto, tardo, del conte Rosso, dato da S. A. R. il Principe di Piemonte, spicca nel colore da lui preferito, coi nodi d'amore di Savoia intrecciati nelle vesti. Un grafico dimostra la tradizionale politica sabauda che mirava ad estendere sempre più il suo dominio, segna cioè l'espansione del suo Stato fino a Nizza, di cui un documento del 1388 consacra la spontanea dedizione.
Amedeo Vili, a cui spetta il merito di avere saputo in tempi difficilissimi porre salde fondamenta alla fortuna della sua Casa, rinfor­zando ed ampliando il suo Stato con grande vigore e profonda saggezza, fu U primo Duca di Savoia. Il documento originale col sigillo ben conser­vato ci dice che la sua nomina a Duca gli venne nel 1416 dall'Impe­ratore Sigismondo, in giusta ricompensa della sua devozione e dei servizi prestati. Il titolo di Duca di Savoia continuò in ininterrotta serie fino a quando l'ultimo Duca che fu Vittorio Emanuele raccolse sui campi sfortunati ma gloriosi di Novara quella corona che undici anni dopo sueeellava fatidicamente i destini italiani.
Alcuni documenti nitidamente scritti ci dicono la dedizione spon­da a lui di molte terre, specialmente dell'Ossola: l'aggregazione di altre dimostra in lui nell'abile politica che fu la fo~ * * Sltalia, e che oggi ancora insegna ardire malgrado le difficoltà, malgrado gli inciampi, malgrado le ostilità.