Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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864
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H<>4 Adolfo Colombo
ha composto un libro che tratta, fa pensare e parlare dei destini futuri d'Italia. È una lettera* assai lunga che varrà la pena di pubblicare e di illustrare quanto prima: in un'altra il Balbo scrive al Cibrario le lodi per la storia del Medio Evo. È pure esposto l'autografo della notevolissima sua lettera in cui il 30 ottobre 1843 esprime a Vincenzo Gioberti il suo giudizio sul Primato, Alcune lettere del Gioberti, tratte dall'Archivio Cibrario, sono dirette al conte Ilarione Petitti di Roreto: già edite dal Solmi, ora riappaiono nell'edizione nazionale. Una fra tutte, scritta a Pier Dionigi Pinelli il 23 marzo 1848 e compresa nella pubblicazione giobertiana del Cian, attira la curiosità del pubblico per una frase di attualità con cui essa s'inizia : L'Inghilterra tradisce il re di Sardegna .
Si entra nella prima delle sale più fastose dell'appartamento di Carlo Alberto. Sale subito al labbro la domanda: quale di essa era adibita a biblioteca nella quale, sappiamo, si svolse lo storico colloquio del 6 marzo 1821 tra Carlo Alberto ed i capi della rivoluzione ? Non è possibile soddisfarla: mancano i documenti relativi. Le carte Carignano e le piante del palazzo esistenti nelle Sezioni Riunite dell'Archivio di Stato di Torino non ci offrono elementi sufficienti.
Siamo in pieno barocco. Sulla volta deliziosi affreschi rappresentano divinità mitologiche; all'intorno superbi motivi architettonici, medaglioni, specchiere scintillanti, finissimi intagli con emblemi guerreschi, tele del Marini riproducenti battaglie nelle Fiandre del Principe Tommaso, ritratto in copia del Principe Tommaso dall'originale del Van Dick del Museo di Berlino, destano nell'armonia dell'insieme una impressione artistica vivissima.
Per non turbarla fu molta la parsimonia dei documenti esposti. Così fu in maggiore risalto l'importanza dei pochi bene scelti.
Nel mezzo della sala un cimelio ed un documento di pregio eccezionale: il tavolo sul quale Carlo Alberto nel marzo 1848 firmò lo Statuto, conservato nel Palazzo Reale ed avuto per speciale concessione da S. M. u Re. Sul tavolo stesso l'originale dello Statuto, colle firme di Re Carlo Alberto e di tutti i Ministri. Il documento notissimo, riprodotto più volte in facsimile, è uno di quelli che maggiormente destano la curiosità de gran pubblico.
Una serie di autografi di grande valore, usciti dall'Archivio di S. M., che con illuminato pensiero onorò la Mostra di tale concessione, dal Museo del Risorgimento, dall'Archivio Cibrario, dall'Archivio di Stato, mette la figura di Carlo Alberto in bella luce.