Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <876>
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876 Adolfo Colombo
Nell'ultima saletta figura il modesto studio che Cavour teneva nel Ministero dell'interno a Piazza Castello ora occupato dalla R. Prefet­tura che vi conserva religiosamente i pochi mobili; una tavola, seggio­loni e sedie alquanto logorate dal tempo, due scaffali per libri, un busto in gesso di Vittorio Emanuele II, e significativa, fra tutto, una carta d'Italia. In una vetrina appaiono alcune lettere autografe di Cavour al Persano, durante la spedizione dei Mille, qualche lettera al Cibrario ed una pagina del giornale U Risorgimento, quella del famoso articolo del 23 marzo 1848 che comincia L'ora della monarchia sabauda è suo­nata e che finisce col profetico monito all'Inghilterra che anche allora tentava di sbarrare il cammino al Piemonte, pagina letta e riletta dai visitatori con grande curiosità e commentata con opportune osservazioni di attualità.
La visita alla Mostra si chiude colla visione dell'aula del Parlamento Subalpino recentemente restaurata per illuminata cura del Ministro dell'Educazione Nazionale. Nell'anticamera esagonale d'accesso in alcune vetrine sono esposti i documenti originali delle leggi di unione, delle annessioni e dei Plebisciti del'48 e del'60; né manca quello originale del plebiscito del '70 venuto da Roma.
Un quadro di Tetar von Elven porta i ritratti di tutti i ministri e deputati presenti al discorso della Corona del 3 aprile 1860 inauguran­dosi dopo le annessioni dell' Italia centrale il primo Parlamento Italiano.
Si entra nell'aula che conserva tutta la austerità antica: in alto la galleria del pubblico: alcune tribune sottostanti: un ritratto del Re, del Biscarra; il seggio presidenziale: il banco del governo: poi all'intorno gli scanni, alcuni dei quali portano ancora qualche nome illustre: Gioberti, Cavour, Sclopis, Sella, Azeglio, Correnti, Mancini, Lanza, Ricasoli, ecc.
Infiniti ricordi si affollano alla mente. È il Piemonte che dal '49 al '60 va in quest'aula assumendo un volto ed un tono sempre più italiani.
Lo afferma eloquentemente un'epigrafe posta in alto: Qui i rap­presentanti del popolo subalpino cospirarono costantemente sotto gli auspici di Casa Savoia a preparare l'Unità d'Italia.
Siescedall'aulainpenso80 raccoglimento e profondamente commossi.
E si plaude intimamente all'alta direttiva di chi preposto all'Edu­cazione Nazionale ha disposto che la Mostra acquisti un carattere di stabilità in modo che la sintesi di storia sabauda ne' suoi sviluppi ter­ritoriali sia logico preludio al nuovo Museo del Risorgimento che nello storico Palazzo Carignano troverà la sua degna e definitiva sede.
ADOLFO COLOMBO