Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; ARCHIVI PONTIFICI ; STATO PONTIFICIO
anno <1935>   pagina <882>
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882 Leopoldo Sandri
diversamente. Lo stesso giorno infatti rimetteva la relazione al Sotto­ministro dell'Interno e Polizia per parlarne; questi, cioè Mons. Savelli il 27 dello stesso mese dopo l'udienza passava tutto agli atti con la seguente annotazione: Le carte di cui entro dovranno a cura della Polizia raccogliersi e ricuperarsi a misura che si presentino i casi e si acquistino notizie in oggetto, senza costituire una Commissione in proposito . *)
Quali siano stati i motivi determinanti una simile decisione non è dato sapere; forse scetticismo verso la effettiva praticità di una com­missione di più, forse dubbi sulla portata delle considerazioni addotte dall'Assessore di Polizia, forse apatia e, come è più probabile, un pò tutti questi motivi ad un tempo. Il certo è che la decisione presa di lasciare la cosa alle ordinarie mansioni della Polizia, non piacque per il motivo semplicissimo che questa non dava un serio affidamento, come era risaputo da tutti. Nello stesso giorno infatti in cui la pratica pas­sava agli atti, Girolamo Amati, curioso ricercatore di cose d'arte e di storia,2) scriveva a Mons. Savelli che se il progetto di una commissione per il ricupero delle carte tolte agli Archivi privati e di Governo
in qual modo poteasi credere d'importanza secondaria, si doveva per altro considerare urgente: imperocché Ogni di che sen vada infiniti documenti restono dispe­ratamente distratti. Ne abbia l'È. V. R. una prova. Oggi stesso, ho sorpresa una parte degli atti Concistoriali segreti di Pio vii con le firme originali sue e del Card. Consalvi.
Questa cura che io ho, per oggetti il cui studio è stata ognora la mia prediletta occupazione, muova l'È. V. R. a veder modo di por fine ad un sacrilegio, che ogni di più si consuma, contro le proprietà, contro la cosa pubblica, contro le memorie storiche . *)
E poiché la Polizia, come era facile prevedere, fece ben poco, il temuto sacrilegio potè verificarsi, e, forse in proporzioni superiori al previsto.
Tre anni circa più tardi è ancora un privato che, usando l'anonimo, richiama inutilmente l'attenzione del superiore Governo su documenti e libri che stavano andando fatalmente perduti. 3> Scrive infatti costui:
Nei tempi trascorsi di anarchia in codesta Dominante nel Dicastero di Peni-tenzieria, e forse anche di Dataria vennero involate moltissime carte ufficiali, intere posizioni riguardanti richieste di dispense matrimoniali, in moltissime delle quali si vedono persino gli autografi rescritti de' Sommi Pontefici, ed in ispecie di Gregorio XVI.
J) Ministero dell'Interno, Titolo 67, Busta 486, anno 1849. 2) Sulla figura dell' Amati confronta V. GNOLI, Documenti senza casa, in Jw*-Ut d'Arte, 1935, fase. 2.
*) Ministero dell'Interno, Titolo 67, Busta 486, anno 1852.