Rassegna storica del Risorgimento
HOLYOAKE GEORGE JACOB ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1935
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pagina
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887
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Battaglie democratiche e Risorgimento in un carteggio inedito, ecc. 887
L'indipendenza dal governo straniero non era che il presupposto della libertà interna, e perciò liberalismo e nazionalismo rimanevano strettamente connessi in un ideale, più che politico, umano, più. che nazionale, universale; per cui altrettanto strettamente si connetteva alla libertà il problema sociale. Numerosi erano anche in Inghilterra questi cavaliere della crociata liberale, pronti ad aiutare ogni forma di lotta sul continente, vigili nell'opporsi a quegli opportunismi del proprio governo che violassero le libertà interne o aiutassero le tirannidi e, nello stesso tempo, pensosi di quei problemi del lavoro già per tempo agitati nel paese. Il nostro Holyoake, pur alieno dalle fatali imprese era tutto compreso di questa missione. La persecuzione dice nobilmente nelle sue memorie non è un vantaggio né per una causa né per una persona. Ma è grande onore se si incontra per senso di dovere o per resistere al disonore. La tirannia ha i suoi soldati: perchè no la libertà ?... Quando mi misi nella lotta in difesa della ragione e della libertà contro il dogma e la restrizione, l'esperienza mi insegnò che io mi tagliavo fuori dall'opportunità di conseguire i vantaggi offerti agli altri e non sentii né sorpresa né rammarico quando vennero i giorni cattivi .
I giorni cattivi furono soprattutto i sei mesi di prigione sofferti nel '41, mentre la famiglia, nell'indigenza, era costretta a vivere dei sussidi degli amici e una figlioletta moriva per i disagi e la denutrizione.
Di idee moderate e di temperamento equilibrato, non combattè tuttavia l'estremismo, considerandolo un'ala del proprio esercito. Si vantò di continuare la libreria giacobina di Carlile e Watson, editori della traduzione inglese della Congiura degli Eguali, detta di Babeuf del Buonarroti, e più volte imprigionati per delitti di stampa.
II suo pseudonimo Landor Praed derivò dal nome del poeta, suo amico, Walter Savage Landor, il quale, mandando 5 sterline alla sottoscrizione mazziniana dei 10.000 fucili nel '57, ne aggiungeva 55 per il primo che compirà il dovere del tirannicida. Sfiorò, come vedremo la complicità nell'affare Orsini e dell'Orsini fu ammiratore per ciò che tanti Francesi avrebbero voluto fare e non tentarono .
Non ha però la fisionomia del terrorista, né del martire, l'arguto e bonario Holyoake. U suo bel volto dai lineamenti fini e marcati nell'aureola dei fluenti capelli, si spiana facilmente a un rassicurante sorriso, e il sorrìso di chi conosce a fondo uomini e cose trapela continuamente nei suoi scrìtti autobiografici e polemici. È stato in prigione in gioventù, è vero, e se ne vanta umoristicamente elencando gli illustri amici Mazzini e Garibaldi in testa che conobbero il carcere. Ma nella prefazione a un libello da lui ripubblicato perchè