Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FRANCESCO II RE DELLE DUE SICILIE
anno
<
1936
>
pagina
<
113
>
APPUNTI, NOTIZIE E VARIETÀ
GAETANO GIARDINO
La Rassegna s'inchina commossa e reverente davanti alla memoria di S. E. Gaetano Giardino, Maresciallo d'Italia, spentosi in Torino il 22 novembre 1935. Figura cara e sacra a tutti gli Italiani per l'aureola di gloria militare meritatasi nella guerra europea come artefice, colla difesa del Grappa, dei contributo decisivo alla vittoria finale, il maresciallo Giardino era a noi particolarmente ed intimamente legato per il decennio (1923-1933) di presidenza intelligente ed attiva del nostro storico Istituto. Nato a Monte-magno in Piemonte il 25 gennaio 1864, ubbidì alla vocazione dandosi alle armi e percorrendo, per il vivace ingegno e tenace volontà, carriera brillantissima
Nel 1882 era sottotenente dei Bersaglieri: dal 1889 al 1894, tenente, poi capitano, fu addetto al Corpo speciale d'Africa meritando a Cassala pel suo valore una medaglia d'argento* Dal 1894 al 1898 frequentò con onore la Scuola di guerra di Torino. Primi frutti della sua esperienza e dottrina furono alcuni scritti da lui pubblicati nella Rivista militare italiana, quali Eritrea militare (1893); Operazioni militari attraverso regioni desertiche (1898); il Decatessà (1898). Altro suo studio pregevole per acume fu Impressioni e notizie sulla guerra Russo-Giapponese (1903). Nel 1911, tenente colonnello, fu sottocapo di Stato maggiore di Caneva nel corpo di spedizione per la Tripolitania e la Cirenaica. Ma fu la guerra europea a rivelarlo in tutta la maturità delle sue spiccate doti militari.
Nel 1914 era colonnello e capo di Stato maggiore del IV Corpo d'Annata: scoppiata la guerra, passò alla 2a Armata: promosso poi maggior generale, comandò la 48* Divisione che partecipò alla presa di Gorizia: nel '17 fu preposto al comando del 1 Corpo d'armata in Cadore, poi sul Carso e fu promosso tenente generale. Dal 16 giugno 1917 al 29 ottobre fu Ministro della Guerra. Ripreso poi il servizio, il 7 febbraio 1918 fu mandato a Versailles a sostituire Cadorna nel Comitato militare interalleato: infine fu scelto a comandare l'Armata del Grappa: con tale nomina egli legò il suo nome al riordinamento delle truppe su quella linea del Piave scelta da Cadorna prima di lasciare il comando ed alla splendida difesa del formidabile baluardo del Grappa che segnò l'inizio di quella grande battaglia che condusse a Vittorio Veneto. La superba motivazione colla quale fu decorato della Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia attesta ed esalta le sue virtù guerriere e l'efficacia decisiva dell'opera sua: a Comandante d'altissime doti, in tutto degno della tenace Armata del Grappa, dopo averla temprata con entusiastica fede ed una sapiente predisposizione di mezzi al supremo cimento, la conduceva all'attacco delle mimi rissime posizioni nemiche e con lunga lotta magnificamente ostinata attirava a se buona parte delle riserve nemiche, riuscendo alfine a cogliere con energica avanzata una parte insigne della laminosa vittoria che compi i destini d'Italia . Ebbe ancora per merito di guerra la nemina di Generale d'Esercito e fu Governatore di Fiume dal 16 settembre 1923 al 30 aprile 1924. Nel dopo guerra l'opera di Gaetano Giardino emerse nel difendere tenacemente la vittoria contro ogni tentativo interno ed estero di svalutarla e come fu tra i primissimi a dare il suo pieno e fervido consenso ed appoggio al Governo Nazionale sorto con quel programma, cosi non si stancò in discorsi ed in scritti di esaltare il valore dell'esercito, dì rendere giustizia ai combattenti e di rivendicare contro le millanterie e le reticenze altrui la gloria tutta italiana di Vittorio Veneto che pose il suggello decisivo alla vittoria finale degli alleati. Dei suoi discorsi,; tutti' inspirati a tali nobilissimi concetti, ricordiamo specialmente quello del 19 marzo 1919 ai cittadini di Milano Ricordare la guerra , quello pronunziato al Senato del 21 marzo 1920 Per là difesa nazionale e quello detto al Teatro Regio di Torino, il 21 gennaio 1933 il Risorgimento degli Italiani , pubblicato nella Rivista municipale
15