Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA; PASCOLI LIONE ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <1310>
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1310 luigi Dal Pone
dei singoli e delle comunità non poteva bastare; quando in line ceti o persone influenti erano interessate a richiamare l'attenzione del governo su determinato questioni e a sollecitare dei prowedimentt opportuni.
Un altro rilievo importante fatto dal Pascoli riguarda il commercio interno dei grani e delle grascie in genere. Nel tempo in coi egli scri­veva il principio della libertà del commercio interno aveva già tro­vato larga applicazione nella legislazione dello Stato pontificio Dal principio del secolo XVHI si pubblicavano quasi annualmente norme che concedevano il libero commercio dei grani per alcuni1; mési del­l'anno, limitatamente però ad alcune provincie e fermo restando l'obbligo di riservare la solita porzione alle annone. La buona inten­zione del governo centrale si spuntava però contro la resistenza delle autorità provinciali e subalterne. Lo attesta esplicitamente un docu­mento di fede indiscussa: il motu proprio di Benedetto XIV in data 29 giugno 1748.
Le inadempienze citate nel documento pontifìcio trovano riscontro nei fatti notati alcuni anni prima dal Pascoli.
A tutti è manifesto egli scrive nella memoria inedita sullo stato del com­mercio del dominio ecclesiastico quanto resti pregiudicato il commercio interno dello stato dall'esser tolta la libertà alle provincie che lo compongono, di pro­vedersi l'una dall'altra di grani, e grasce, se non col pagare le tratte, e quando pure si conceda da Roma, che sia libero fra sudditi, un tal commercio, non trovando questi ordini un'uguale rassegnazione ne i Cardinali Legati, devono i sudditi veder perire sotto i propri occhi le loro, sostanze, ciò è ragione che quei paesi i quali scarseggiano di grimi- éf dì biade, abbiano a voltarsi a farne le provviste fuori di stato, e perchè le tratte non si danno, o ..sì concedono fuori di tempo, cosi per una parte esce il denaro dello Stato (come segue regolata­mente dal Bolognese mancante di sufficiente grano, per quasi la metà del suo territorio sommerso dall'acque) e per l'altra ridotti a vilissimo prezzo i grani, et altri frutti della terra, in fine periscono, come nella Marca e Romagna, a i quali gravissimi sconcerti si ps.ove;der,e:bb.ev se dopo fatto le accolte;, date giu­ste le assegno, e provvedute le annòne* da ogni città, e luogo, si lasciasse Ubera l'uscita a quanto soprabonda.
H lamento del Pascoli non .si limita agli impedimenti e alle proibizioni frapposte al commercio interno delle grascie. Si estende ai pedaggi e ai dazi che colpivano le merci nei passi e nelle dogane interne. Nel Testamento politico dichiara incredibile il pregiudizio che reca al commercio il sistema vigente.