Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA; PASCOLI LIONE ; STATO PONTIFICIO
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1936
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1312 Luigi Dal Pam
della gente, resta per conseguenza privo anche del commerzio, che pel medesimo messo in tanti altri modi l'arricchirebbe. *)
In uno degli scrìtti minori il Pascoli riferisce che la seta grezza veniva incettata dai Fiorentini per pochi paoli alla libbra e riportata nello Stato lavorata per esservi venduta per almeno tre scudi. Anche la canapa del Bolognese e del Ferrarese era incettata dagli stranieri. Tale commercio era in mano dei Veneziani ed era considerevole. Ne parlano anche i fratelli Savary nel loro Dizionario di commercio, dove riferiscono che la canapa dei dintorni di Bologna è molta e perfetta e che la Repubblica di Venezia leva dal Bolognese la maggior copia di canapa che può mai, perchè da una lunga esperienza sonosi assicurati di sua bontà: ne forma tutti i cordami de' suoi bastimenti . **
Anche nello Stato pontificio si lavoravano questi prodotti. Prima di tutto la lana, il lino e la canapa venivano se non intensamente, almeno largamente impiegati, nei luoghi stessi di produzione, per la confezione di tessuti destinati al consumo familiare. Molte famiglie possedevano un rozzo telaio mosso dalla sola forza muscolare. Poi v'erano gli artigiani che producevano per il consumo locale. Infine dei tentativi di maggiore portata.
Il Pascoli non sembra contento dello stato di fatto. Ora trapela una velata confessione della inferiorità dei prodotti dello Stato della Chiesa rispetto ai manufatti stranieri; ** ora appare il mediocre risultato degli esperimenti tentati. Sulla fabbrica di S. Michele a Ripa in Roma il Pascoli si esprime testualmente:
Fratanto è da considerarsi come allo smaltimento de panni, che si fanno nello Stato Ecclesiastico, in varii luoghi apporta sensibile pregiudizio la fabbrica aperta in Roma a S. Michele a Bipa, dalla quale si pretende di tener Roma, e suo Distretto provvista di pannine; queste però non incontrano il gusto universale riguardo al prezzo, che non può certamente ridursi a quello degl'altri edificii esistenti per lo Stato, attesa la minor spesa, che in essi occorre per i lavori, e manteniménto degl'artefici. Per queste cagioni non ricevendo i sudditi dalla fabbrica di S. Michele alcun sollievo, e servendo anzi a danneggiare quelle, che sono fuori di Roma, sarebbe opportuno consiglio, che quel luogo pio
J) Cfr. Testamento ecc., p. 22.
2) Cfr. Dizionario di commercio dei signori FILATELO SAVÀBY, Venezia, Pasquali, MDCCLXX, I, pp. 164-65.
3) Cfr. Testamento, pp. 23-24.