Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA; PASCOLI LIONE ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <1314>
immagine non disponibile

1314 Luigi Dal Pam
l'imposta sulla carne ed il Lotto di Genova, istituiti duemila nuovi Luoghi di Monte, alleviata una serie di contratti di appalto, aumen­tati parecchi stipendi ed accresciute, in vario altro modo, le spese, il passivo aumentò di scudi 383.686, sicché si ebbe un deficit ammal* di circa 120.000 scudi.l) Tale situazione esprime molto di per se, ma non dice tutti i disordini, gli arbitri, i peculati, le prevaricazioni, le ruberie dell' amministrazione del Coscia. Questo si era talmente insinuato nell'animo di Benedetto XIII, che tutti gli sforzi fatti per aprire gli occhi al papa riuscirono vani. Nel gennaio 1727 si provò colle cifre, che il Coscia aveva riscosso arbitrariamente in tre mesi 11.000 scudi . H papa, invece di punirlo, gli fece dono di quella somma.
Nel conferimento dei posti vacanti il Coscia esigeva dagli aspi­ranti una prestazione in denaro, oppure spartiva con essi, in base ad una convenzione, il reddito del posto . Guadagnava inoltre molto denaro con i monopoli da lui fondati, come quello delle suole da scarpe e l'altro del sapone, dai cui appaltatori riceveva donativi.8) Dato il gravissimo disordine delle finanze, fu nominata una congregazione, composta dei cardinali Corradini, Collicola e Lercari, che propose al papa un progetto diretto ad eliminare spese, a sistemar le entrate, a migliorar l'appalto delle imposte esistenti, a istillarne di nuove. Ma l'opinione allora diffusa era del tutto scettica nei riguardi di simili provvedimenti. L'ambasciatore veneziano Barbon Morosini si faceva appunto interprete di quell'opinione quando riferiva che non vi era la più piccola probabilità che il Coscia permettesse al papa di revocare quei contratti di appalto, dai quali egli ritraeva denaro, e di limitare quelle spese molte delle quali erano fatte per lui.3)
Di questo stato di cose gli scritti del Pascoli sono un'eco vivissima, benché le espressioni di lui debbano essere necessariamente moderate dai consigli della prudenza. Affiora qua e là il lamento sulla corruzione dei ministri, sui doni e sulle regalie che ricevevano, ma la vera portata dei rilievi del Pascoli sta nelle sue proposte di riforme, che implicano la condanna più radicale degli ordinamenti esistenti. Di esse passiamo ora a parlare in particolare.
i) Cr. MURATORI, Annali ecc., anno 1729; PASTOB, Storia ecc., XV, p. 513. 2) Cfr. PASTOB, Storia ecc., XV, pp. 512-13. 8) Cfr. PASTO, Stona ecc., XV, pi 513.