Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TORELLI LUIGI ; RICASOLI BETTINO ; CAVOUR, CAMILLO BENSO
anno <1936>   pagina <1425>
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Luigi Torelli, Bettino Rìcasoli, Cavour e il *S9 1425
L'Imperatore non aveva nulla contro Cavour ed i suoi sentimenti erano favorevoli ad una soluzione decisiva e soddisfacente per l'Italia. L'Inghilterra era decisamente per la nomina di Cavour al Congresso. Ora, cioè a metà dicembre, si attendeva che Cavour fosse chiamato dal Re (Castelli a Farmi 13 dicembre '59, GHIAIA, MÌ., VI, p. 506), ciò che avvenne alle 8 del mattino del 22 dicembre a Palazzo Reale. Il Re accolse benissimo Cavour e l'abboccamento fu soddisfa-cente da una parte e dall'altra (Castelli a Farmi 23 dicembre '59, CHIALA, idf., VI, p. 515). Farini ebbe a Parma, la 6era del 22 dicembre, il telegramma di Castelli che gli annunciava la nomina di Cavour a Plenipotenziario del Re di Sardegna per il Congresso di Parigi e a sua volta lo partecipava a Minghetti, il quale ne scriveva al Castelli da-Bologna il giorno di Natale (CHIALA, VI, p. 516), espri­mendo la certezza che tutto ciò che potrà farsi per l'Italia, tutto ciò che potrà otte­nersi dal Congresso, sarebbe stato certamente fatto e ottenuto da Cavour.
Con lui si rallegravano, insieme agli amici, Emilia Peruzzi che gli faceva dire da Minghetti avesse fede nell'annessione della Toscana al Piemonte voluta dalla migliore parte dell'opinione pubblica in Toscana (CHIALA, io, VI, p. 518; Emilia Peruzzi a Minghetti); Cristina Trhrulzio Belgioioso, che gli esprimeva la sua gioia e, con la andata di Cavour al Congresso, considerava vinta la causa italiana anche per Venezia. Quando noi saremo uniti e organizzati nell'unità, chi ce la toglierà? Quando avrete fatto l'Italia spetterà a voi ed a voi solo il farne uno Stato, una Monarchia costituzionale bene ordinata, libera, civile e felice (PITTALA, id., VI, p. 520) .
La signora de Elastine de Circourt, coetanea di Cavour, russa di nascita, gli scriveva da Parigi, il primo dell'anno:
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Votre arrivée ici est attendile avec une grande anxiétépar tona, avec une aympathie ardeste parvi amia. Votre aituation, en grandissant s'est éclaircie. On commence reconnaitre en vona ritornine d'une grande cause, ayant par lea seulea forces du dévonement, de la raison et de la patiente peraéverance, accompli, en dépit d'obstacles énormes, un rcsultat d'une portée incal-calable. Le point par lequel le beau mondo voua était ai resolument hostile, l'ammoindrisaement du pouvoir temporal du Pape, a preaque cesse d'ètre mia à votre cliarge (cr. lettera Cavour a Panizzi, direttore del British Museum, Lori SA ottobre '59; IH, ceex p. 149). On zeconnait maintcnant que tei était le pian concn de longuc main et la nficcsaité du règne actuel... Que Dieu voua conduise: dana ce tumultueux endroit, vous avez un home, pour y reposer:
I pensieri che dormir non ponno.
Intanto sino dal 2 marzo 1859 erano incominciate le relazioni fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II e il 9 il Re aveva chiamato Garibaldi a Milano, confortan­dolo a continuare nella comune impresa (CHIALA, id. HI, p. CCLVH segg.). H 17 agosto Garibaldi partecipava da Modena al Re d'essere al comando delle forze che si trovavano nei Ducati: superbo ogni qualvolta V. M. si degnerà onorarmi dei suoi ordini. Il 18 agosto, da Modena, Garibaldi scriveva al Re in attesa di
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