Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; BRANCADORI LUDOVICO
anno <1936>   pagina <1434>
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Appunti, notizie e varietà
Ispirate parole sono state poi pronunziate dal Podestà di Canale e dall'on. Cuccette presidente del Comitato promotore per la erezione del ricordo marmoreo. L'on. Caccose ha pare dato lettura delle innumerevoli adesioni pervenute.
Infine l'on. Felicioni Ita tracciato un nitido profilo del generale Scodnik. L'oratore ha posto in rilievo il particolare significato della cerimonia che avveniva nel giorno della proclamazione dell ' Impero.
Ha esaltato la figura dell'apostolo del Risorgimento, che nelle irredente terre isoutinc fu degno rappresentante. Egli sub! il fascino della civiltà romana che lo conquistò alla causa degli oppressi, per i quali combatte per l'intera sua vita, e sui campi di battaglia e nel-l'agone della vita civile.
Canale può andare orgoglioso di questo suo figlio che appartiene alla categoria dei pre­cursori, che prepararono, attraverso l'unità d'Italia, la potenza voluta e realizzata oggi da Benito Mussolini.
L'on. Felicioni in rapida e chiara sintesi ha esaltato il progressivo sviluppo della potenza italiana dagli albori del Risorgimento fino alla fondazione dell'Impero.
La patriottica manifestazione aveva termine con la sfilata davanti alle Autorità di tutti i reparti militari della Milizia e dei Fasci Giovanili nonché delle Organizzazioni del Regime convenute da Gorizia e dagli altri centri della Provincia.
Molto ammirato fu il busto, opera pregevolissima dello scultore Giovanni Battista Novelli di Gradisca, il quale, da alcune fotografie del tempo, seppe trarre la viva espres­sione del generale Scodnik.
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DISAVVENTURE DELLA RONDINELLA PELLEGRINA . - Nella rivista La Cultura Moderna del 16 febbraio 1936, Camillo Pariset, a proposito della fortuna di Rondi­nella Pellegrina, la dolce poesia che adorna il romanzo Marco Visconti di Tommaso Grossi, ricorda ancora una volta il noto episodio verificatosi a Velletri nel 1867 nella prima dell'opera lirica Marco Visconti del maestro palermitano Enrico Pctrella, che allora si aveva l'ardire di contrapporre a G. Verdi. L'opera aveva levato un gran rumore al e San Carlo di Napoli, in Genova, in tutti i teatri d'Italia e nelle capitali d'Europa.
D delegato governativo mons. Ruggeri, nel leggere il libretto del Marco Visconti, temendo una possibile allusione alla croce di Savoia nel verso:
Una croce a primavera
ordinò che la parola croce fosse cambiata in tomba. Benissimo. La sera dello spettacolo, alla fine dell'aria della Rondinella, il pubblico, venuto a teatro col pensiero di fare una dimostra­zione liberale, si diede ad applaudire con frenesia e chiese il bis del pezzo, applicando al governo pontificio la tomba sostituita alla croce. Il delegato allora, csasperatissimo, non volle permettere il bis: inde trae di proteste e tumulti. Il Priore comunale, temendo qualche più grosso guaio, corse dal delegato per pregarlo di contentare il pubblico: tanto, la dimostrazione era fatta. La sera dopo venne ripristinata la croce alla tomba; ma applausi, lo stesso, a iosa. Fu ordinata nientemeno che la chiusura del teatro. Apriti cieloI si minacciò di dar fuoco al palazzo di 3. E. Finalmente lasciato in balia di sé stesso il pubblico, continuarono gli sbizzarrimenti, come a ognun meglio piacesse, sulla croce o sulla tomba, per parecchie sere, sino a che la cosa si ridusse a una vera bagattella, che fini con il disgustare persino i liberali.
I nostri lettori ricordano che, prima della censura teatrale del governo pontificio, alla censura austriaca avevan fatto paura altri versi, quelli pericolosi dWaltra opera ora dimenticata:
Non sempre ascosa ai popoli fu la fatai laguna,
versi con disinvoltura più unico che rara cambiati così:
Non tempre tra le nuvole nascosta sta la luna.
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