Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; BRANCADORI LUDOVICO
anno
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1936
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pagina
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1435
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LIBRI E PERIODICI
MARIO NANI MOCEMCO, Stona detta Marina Veneziana da Lepanto atta caduta detta Repubblica; Ufficio storico della K. Marina, Roma, 1935, pp. 384-XXTV. L. 20.
Mario N ani Moccnigo prendo Io mosse dal punto in coi Camillo Manfroni aveva terminata la eoa Storia detta Marina Italiana dotte invasioni barbariche a Lepanto, ma si interessa solamente alla Marina veneziana, giustamente notando però che, poiché la Serenissima fn Ja più forte potenza marinara della Penisola, e poiché con le sue combatterono le navi degli altri Stati d'Italia, una storia della marina di Venezia dopo Lepanto si può in un certo senso considerare storia della Marina italiana.
L A. trae le sue informazioni da un materiale vastissimo ed importante, come le raccolte pubbliche di Venezia e l'Archivio dei Conti Avogadro degli Azzoni, e dalle interessantissime note che un suo antenato, Giacomo Nani, aveva preparate per scrivere una Storia di Venezia nei
secoli xvn e xvm.
L'esuberanza dei documenti inediti non ha preso la mano all'A. il quale riassume con brevità gli avvenimenti storici, descrive con chiarezza lo svolgersi dei combattimenti, per trascrivere solo quelle memorie e quei diari che possono ben lumeggiare episodi che Io fredda esposizione dei documenti ufficiali solitamente trascura. Il primo capitolo del libro è dedicato all'organizzazione navale veneziana e serve quasi da introduzione per avviare il lettore a meglio comprendere le varie denominazioni delle cariche navali e la formazione delle armate nei combattimenti nel corso della storia , evitando cosi digressioni e spiegazioni durante il racconto. Il Nani tratta poi della guerra IspanoVeneta, di quella di Candia e di Moxea, per arrivare a quella di Corfù (17141718), l'ultima lotta che la Serenissima sostenne per difendere i suoi possedimenti nell'Egeo. Essa rappresentò veramente il supremo sforzo di una potenza morente; il Senato rinunciò poi persino alla costruzione di nuove navi e sospese l'armamento di quelle in corso, benché non ve ne fossero in numero sufficiente neppure per vegliare sulla sicurezza della Laguna e dei traffici, che ora si volevano proteggere con trattati commerciali.
Cosi fn facile ai Francesi, entrati il 12 maggio 1797 in Venezia, impadronirsi di tutta la flotta, ebe sotto nuova bandiera, con nomi stranieri, ritornò a battere i mari, mentre la distruzione del Bucintoro segnava simbolicamente la fine della potenza marittima di Venezia sull'Adriatico.
EMTJJIA MOKEEDl
ANNA Nuzzo, La Rivoluzione Greca e la questione d'Oriente netta corrispondenza dei diplomatici Napoletani (1820-1830); Salerno, Linotypografla Matteo Spadafora, 1934, pp. 182. L. 10.
I carteggi diplomatici sono una fonte importantissima per i nostri studi e per le nostre ricostruzioni. Alcune volte, se il diplomatico è dotato di intelligenza e di iniziativa personale, o se Io Stato che egli rappresenta è direttamente interessato nel problema, anch'essi peccano di parzialità. Più spesso invece, lo scrittore mette ben poco di suo e ai limita a narrare i fatti di cui e spettatore, sceverando con maggiore o minore sagacia fra lo tendenze e le opinioni circolanti quelle che veramente hanno importanza. Questo è il caso delle corrispondenze che la Nuzzo pubblica con larghezza e precisione, rinunciando od esprimere un suo giudizio per lasciare parlare unicamente i diplomatici napoletani.
II Regno delle Due Sicilie non era direttamente interessato nella lotta che, scoppiata fra Ja Grecia e la Torchia, coinvolgeva invece molto da vicino la Russia e poi l'Inghilterra, più da lontano l'Austria e la Francia. Due buoni diplomatici sono a Londra e a Pietroburgo, padre e figlio Ludolf; altre figure minori a Costantinopoli o a Vienna. Possiamo così seguire dai rapporti del Ludolf padre questa e la parte più interessante , la politica dell'Inghilterra, che, dopo le recenti conquiste, comincia a dominare il Mediterraneo e tende a mantenere lo stata quo e