Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; BRANCADORI LUDOVICO
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Libri e periodici
quando ciò non le sia possibile a creare una situazione a lei favorevole, ora aiutando i liberali ora dando u suo appoggio alle potenze conservatrici. La posiziono della Russia invece, chiusa fra il naturalo odio olla Turchia e le necessita internazionali, è dipinta con una certa, aia pur minore efficacia, da Giuseppe Costantino Ludolf. A Ini, che prima che a Pietroburgo era stato a Costantinopoli, dobbiamo pure ricorrere, per conoscere la polìtica Ottomano, perche il Romano che lo sostituì alla fine del 1820 è una figura di secondo piano.
La Nuzzo studia poi le vicende che subì il commercio napoletano in Oriente durante il decennio 18201830, e finisco dandoci un elenco dei napoletani che combatterono per Ut Grecia, elenco prezioso, perchè molti di attesti eroi rimasero oscuri ed il loro sacrificio rimase in ombra, soverchiato da quello delle maggiori figure che versarono il loro sangue in terra ellenica.
EMILIA. MORELLI
NICCOLO RODOLICO, Carlo Alberto negli anni di regno 1831-1843; Firenze, Felice Le Mounier, MCMXXXVÌ-XrV, pp. 501.
Questo secondo volume della poderosa opera su Carlo Alberto, a cui Niccolò Rodo li coattende con entusiasmo e vigoria giovanile, abbraccia gli anni di regno 1831-1843: dall'ascesa al trono del principe di Carignano all'apparizione del Primato giobertiano, termine, secondo il Rodolico, più che non inizio d'una fase, che fu ricca di fruttuose esperienze, nel processo storico del Risorgimento. Una serena visione dei fatti, che proviene dall'armonia fra un' intelligenza scaltrita nel-I investigazione del passato e un cuore capace d'intendere le vibrazioni più recondite dell'anima umana, è la chiave di volta di questa sapiente ricostruzione. così, sotto il soffio vivificante del pensiero del Rodolico, noi vediamo risorgere, nelle sue reali sembianze storiche, un personaggio, sempre e sempre vivamente discusso, sentiamo pulsare, attraverso la insonne attività di lai, calda la passione per cui seppe eroicamente sacrificarsi, la passione d'Italia. Alla luce di questa fiamma le contraddizioni, entro cui appare invol versi la figura di Carlo Alberto, si dipanano come le fila d'una arruffata matassa, e un'intima coerenza si appalesa tra l'io dell'ermeutico principe e la sua azione politica.
.Un io tutto proprio, contesto d'idealità e di sentimenti e di dure esperienze vissute: un carattere, insomma, saldamente cementato Carlo Alberto portava con sé sul trono degli Avi. All'indomani della tragedia di Novara egli scriveva: La Divina Provvidenza non ha permesso che per ora si compiesse la rigenerazione italiana. Confido che sarà soltanto differita, e che non riusciranno inutili tanti esempi virtuosi, tante prove di generosità e di valore date alla Nazione . Se con tale rasserenante fiducia e con così profetico sguardo Carlo Alberto parlava quando pareva che fosse restato travolto sotto l'immane peso della realtà su cui aveva agito, vuol dire che, lungi dal ritenersi sconfitto egli stesso sentiva di aver signoreggiato quella realtà e che la grande missione da lui legata al suo paese non poteva andar perduta. Ed ecco il capitale problema storico che balza fin dalle prime pagine del volume del Rodolico: se l'Italia si avvicinò a Carlo Alberto e mai parve tanto a Ini unita quanto sul campo di Novara in qual modo Carlo Alberto si venne anche lui accostando all'Italia, che non era quella foggiata dal Congresso di Vienna, ma I*Italia sognata dai suoi figli migliori ?
Alla soluzione di tale problema il Rodolico perviene attraverso un pacato esame di testimonianze svariatÌ8SÌme, fhe ci portano l'eco delle forze spirituali e politiche che dominano l'Europa e l'Italia in quel periodo che vide l'Irreparabile sgretolarsi dell'edificio costruito nel Congresso di Vienna. Onde l'opera che Carlo Alberto venne svolgendo è dal Rodolico osservata in funzione non solo del Piemonte, qual'era e quale doveva essere, ma anche in funzione del contemporaneo sistema politico italiano, di cui lo Stato Sabaudo era parte cospicua, e dell' Europa, nella quale si scontravano in un cozzo fatale le forze conservatrici della reazione é quello indomabili della rivoluzione.
Certo tutt'altro che brillante era l'eredità che Carlo Alberto riceveva dal suo predecessore; lui,L'aii.ru che agevole la sua stessa posizione, quando da un lato egli doveva affrontare il sospetto, se non proprio le insidie della Santa Alleanza e, per essa, del Mettermeli, o dall'altro le recriminazioni e l'odio dei liberali, che non avevano punto dimenticato le tristi vicende del 21, E la rivoluzione rumoreggia alle frontiere, e 1 liberali cospirano in ogni dove: Carlo Alberto non ha incertezze, che potrebbero essere fatali, egli, legittimista tutto d'un pezzo, un mistico