Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; BRANCADORI LUDOVICO
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1936
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1438
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1438 Libri e periodici
V incoraggiamento sempre meno tiepido ad aspirazioni di carattere nazionale nutrite da pie* manicai o da personaggi di altre regioni della penisola, con un distacco sempre più sensibile da clementi retrivi, e cosi via.
Insomma, alla fine del dodicennio di regno, che il Rodolieo ha cosi sagacemente ricostruito e illustrato, sì scorge in Carlo Alberto, precisa e irrevocabile, la figura del prìncipe idealmente degno dell'Italia che si vien maturando: egli ha eia che assolutamente manca agli altri sovrani della penisola. Ma anche quanto cammino non ha fatto codesta Italia verso gì1 ideali carezzali da Carlo Alberto fino a quell'anno in cui appariva, riflesso di ben altra atmosfera, il Primato del Gioberti
Nel prezioso Diario, pubblicato dal Salata, di Carlo Alberto, questi scriveva l'I l aprile 1832: De toutes les còtes de l'Italie il nous revient que la baine contro les Austrichiens parait se centupler et que les voaux de tous les honnètes gens nous appcllcnt: mais le temps de nous montrer n'est pas encore verni. Era un programma ! Nel 1843 gran parte di questo programma potevasi considerar effettuato. Gli avvenimenti dell'ulteriore sessennio e, soprattutto, la fatale guerra nazionale, che vide il vinto Carlo Alberto giganteggiare sui vincitori e sui pavidi neutrali del momento, sarà il miglior collaudo di quest'opera, che portava il suggello d'una grande mente e d'un gran cuore.
Di cotanti avvenimenti Niccolò Rodolieo non tarderà ad essere lo storico degnissimo: Io segnano, nel compimento della sua mirabile fatica, i voti augurali di quanti sentono la passione del patrio Risorgimento !
ERNESTO PONTIERI
FRANCESCO CAZZAMINI Mt/SSI, Jl giornalismo a Milano dal Quarantotto al Novecento; Como, Casa ed. Emo Cavalieri, 1935, pp. 373. L. 12.
Più che la storia dei singoli giornali, v'è in questo bel volume la storia di Milano attraverso i giornali che furono pubblicati nella città dalla rivoluzione del Quarantotto alla fine dell'Ottocento. Non v'è, in altre parole un catalogo ordinato, sistematico, cronologico, dei giornali milanesi del cinquantennio accennato, ma piuttosto una serie di visioni panoramiche delle vicende politiche della città e dei successivi periodi della storia d'Italia- Non occorre dire come il metodo seguito, se da un lato ha reso necessario il sacrificio di notizie erudite ingombranti e minute, dall'altro ha accresciuto grandemente l'interesse del libro che per l'impostazione della materia e per l'agilità e l'efficacia dello stile si differenzia grandemente dagli altri congeneri e si legge con grande interesse dalla prima all'ultima pagina.
Quando si prescinda da appositi capitoli dedicati al Politecnico del Cattaneo e alla stampa umorìstica, si può dire che la storia del giornalismo milanese nei cinquantanni accennati sia stata sapientemente raccolta dal Cazzamini Mussi in soli quattro capitoli che prendono successivamente in esame i giornali dei due anni di passione (1848-49), dei dieci anni di lotte per l'indipendenza nazionale (184959), del periodo di assestamento (186085), in fine degli ultimi anni del secolo XIX, sino a quando cioè il giornale cessò di essere espressione tipica di un individuo, o di un gruppo di individui, e assunse le caratteristiche proprie delle grandi aziende commerciali e industriali.
Non è possibile scendere qui ad un esame minuto dell'opera, cosi ampia e cosi ricca di contenuto. Né appare, d'altra parte, necessario, perchè i giudizi che vi sono espressi sono sempre cosi liberi, sereni, ponderati e rivelano cosi sicura conoscenza della materia trattata che possono essere tranquillamente accolti, in linea generale, dalla massa dei lettori. Più e meglio che nel volume dedicato al precedente periodo del giornalismo milanese, dalle origini cioè alla prima guerra dell* Indipendenza, il Cazzamini si è tenuto lontano da ogni personalismo e da ogni partigianeria, e nel trattar di fatti e di uomini a noi ancora relativamente vicini, non è mai caduto in polemiche a vuoto o in apologie retrospettive che sarebbero state (dice lui stesso), più che inutili, puerili. Si deve aggiungere che il libro, bene stampato, è adorno di 18 ritratti e di 12 facsimìli e corredato alla fine (pp. 352-370) dì un ampio indice di cose e di persone.
EHSIMO MICHÈI,