Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; BRANCADORI LUDOVICO
anno
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1936
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pagina
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1439
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Libri periodici
M9
NICOLA JORGA, Per l'Italia nella sua lotta. Traduzione del prof. PEBUSSIJ Tip. Datino Ruznft-neascfi . VBJeniide-Munte (Romania), in 16, pp. 84, 1936.
Si è sempre parlato tanto, in tutti i eampi, di fraternità latina, di quel vincolo che dovrebbe unire i popoli che vantano in Roma dominatrice e civilizzatrice la loro Madre, eppure, nel momento del bisogno, proprio le nazioni più vicine a noi, figli primogeniti di Roma Imperiale, dimenticarono questo legame, e cercarono in popoli di stirpe diversa alleanza ed appoggio per combatterci. Fra le nazioni latine, quella più lontana e quasi miracolosamente conservatasi tale (e tale non sarebbe senza la potenza colonizzatrice di Roma), è certamente la Romania, e proprio da essa ci giunge una parola di solidarietà fraterna.
Nicola Jorga, ohe ama profondamente l'Italia perchè profondamente la conosce nel suo passato e nel suo presente, in tutta la sua vita artistica, culturale, politica, grande ed autorevole amico nostro, che non si è mai compiaciuto di banali esterne manifestazioni di simpatia, quando l'Italia ebbe bisogno di sentire stretti intorno a lei gli amici più certi e sinceri, parlò, scrisse, agì in modo tale che la nostra commossa riconoscenza non gli può mancare.
Questo opuscolo, che racchiude tre discorsi pronunciati dallo Jorga in Romania ed una parte introduttiva in cui si delineano i diversi aspetti del conflitto italo-abissino, fu scritto alla vigilia dell'applicazione delle sanzioni, in quel momento in cui tutta l'Europa pareva ebbra del desiderio di fermare hi nuova Italia, che con moderazione romana , procedeva verso il conseguimento delle sue necessarie aspirazioni. Esso ha quindi duplice importanza, per la personalità di chi lo ha scritto e per l'epoca in cui fu scritto.
Lo Jorga sottolinea il significato che l'impresa africana ha per l'Italia: essa non vuol creare una colonia di sfruttamento; a nell'Italia di Mussolini vi è qualche cosa di romano, ma vi è anche qualche cosa, il giorno dopo la vittoria, della pietà per gli uomini di Francesco d'Assisi. Perciò l'Europa potrebbe far a meno di commuoversi per la sorte dei negri, popolo nel quale vediamo un'immobilità culturale di parecchie migliaia d'anni , popolo che ha dato ben poco di utile alla civiltà umana, e dovrebbe invece seguire affettuosamente quei giovani che si consacrano in luoghi selvatici, in lotta con le bestie umane che dispongono di mezzi fisici superiori ed hanno degli animi che la loro ortodossia non ha mutati . Ma nulla varrà a fermare le Camìcie Nere di Mussolini. Credono m ai alcuni uomini della City che un popolo non possa vivere sia pur mangiando di meno e soffrendo, allorquando si tratti di tutto il suo orgoglio e di tutti i suoi interessi nazionali ? . Credono che ciò possa accadere proprio là dove un uomo di genio è riuscito a compenetrare il popolo dell'idea che prima e al di sopra di tutto esiste un dovere verso il proprio paese, per l'adempimento del quale non esistono ostacoli? Soprattutto in questo senso del dovere collettivo lo Jorga vede l'insegnamento che da Roma viene ancora una volta al mondo; solo cosi si riuscirà a far a scomparire anche l'ultima traccia del dominio di carattere universale, che, su terra o su acqua, non concede agli altri di vivere sotto questo sole che di tutti , e a distruggere l'egoismo piccino per lasciare il posto al più puro nazionalismo.
Gli avvenimenti hanno dato ragione a Nicola Jorga. A lui va l'affetto nostro riconoscente, non solo perchè ci sorresse durante la lotta, ma perchè dimostrò di comprendere tanto profondamente le ragioni che ci spingevano a tirare diritto contro tutto e contro tutti.
EMILIA MORELLI
SPOGLIO DEI PERIODICI GIUNTI ALLA SEDE DELL'ISTITUTO NEL PRIMO SEMESTRE DEL 1936-XIY
Accademie e biblioteche d'Italia, Roma, fc. X (1936J,. n. 1-3.
Alexandria, Alessandria, a. IV (1936), n. 1-6.
Annali detto R. Scuola normale superiore di Pisa, Pisa,- voi. V (1936), n. 1-2.
Archivio della li. Deputazione romana di Storia patria, Roma, nuova serie voi. LVIII (1935).
Archivio storico di Corsica, Livorno, a. XVI (1936), n. 1-2,
Archivio storico di Malta, Remo, a. VII (1936), n. 1-2.
Archiviò storico imitano, Firenze, a. XCIV (1936), ti. 1-2.