Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1456>
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1456 Adolfo Colombo
chiamata dal partito democratico e non potò dirsi ingiusta, perchè in fatto vi ora colpa, la sentenza lo fu per sentimento di dipendenza dal partito dominante che l'ha dettata. Intanto le più indegne e sconcie ingiurie vennero pubblicate contro la religione e i suoi Ministri, contro il Papa e i Sovrani, si alleati che no; contro intere classi di persone, all'odio comune segnate, contro la proprietà, la famiglia, il buon costume e ne derivò quello stato di corruttela, che in pochi mesi invase il paese, e per rimediare al quale non basteranno molti anni di repressione, di buona educazione e di morale e savia istruzione. Né serve il nasconderlo; la causa prima dell'inosservanza delle leggi, dell'indisciplina dell'armata, degli orrendi attentati che saranno perpetua vergogna del paese, che li lasciarono com­mettere, tutta trovasi, a nostro parere, nella licenza della stampa ed anche in ciò, se il Ministero non provvede, può esser certo di avere cattive le elezioni. Importa dunque, che il signor Guardasigilli rivolga severe parole ed energiche esortazioni ai capi del Pubblico Ministero, dei Magistrati, e dei Tribunali, pre­scrivendo pronti e numerosi procedimenti contro qualsiasi reato di stampa, senza spaventarsi di qualche assolutoria pronunciata dai giurati, alla composi­zione dei quali, con meglio studiate ricusazioni, si può maggiormente vegliare. D'altronde la necessità di provvedere al proposito è così urgente, che se si lascia ancora straripare il torrente della licenza, oltre al togliersi ogni mezzo di governo, si toglierebbe ancora il diritto d'impedire le private vendette, slanciando il paese in un'effettiva guerra civile...
H Petitti consigliava poi di concedere la naturalizzazione a quei Lombardi impiegati civili che ne erano degni ma di allontanare quanti di essi erano causa di gravi guai. Voleva che il governo per la propa­ganda si servisse di un proprio giornale o per lo meno ne sussidiasse alcuno. Insisteva sulla necessità che il Gioberti tornasse in paese ad esercitare quell'influenza sul clero e su molti liberali conservatori che nelle elezioni avrebbero potuto grandemente giovare alla buona causa. Le elezioni dovevano essere ritardate ma non oltre il termine fissato dallo Statuto e dovevano essere preparate in modo che un commissa­rio scelto tra i deputati di maggior merito ed imparzialità suggerisse al governo i nomi dei candidati escludendo quelli che avevano prece­denti retrogradi e illiberali ma non escludendo quelli che apparte­nevano ad un'opposizione onesta ed imparziale.
H memoriale del Petitti meritava, a mio parere, di essere ampia­mente riassunto non solo come espressione di idee che professavano molti liberali e conservatori del tempo ma anche perchè senza dubbio esercitò non piccola influenza sulla politica interna del governo come è facile dedurre dallo spirito delle circolari diramate alle auto­rità e pubblicate nei giornali.