Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1459
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GK àlbori del Regno di Vittorio Emanuele II secondo nuovi documenti 1459
due estremi, o pazze come la passata o retrograde se ai desta uno spirito di reazione, due mali egualmente da evitarsi, ma sino a che vi sarà quella legge elettorale sarà difficile il sortire da quei estremi, conviene cangiarla ed andare senza tema al voto universale. I partiti avendo ora a che fare con ottanta o cento elettori per ogni deputato, perdono sì bel giuoco e si trovano aver a che fare con Finterà popolazione sulla quale prevarranno per influenza i possidenti, e si correrà bensì pericolo di aver molti notai e preti a deputati ma non saranno frutti, del partito demagogico che dominò la Camera passata è temo farà lo stesso colla futura, ma riesca o no io vorrei preparare il colpo della totale riforma basata sul voto universale con votazione per comune. I dettagli di una consimile legge ve li potrei somministrare io stesso che lo scorso anno aveva fatto simile progetto in unione a diversi fra i più noti avvocati di Milano. Con quel colpo di stato si avrebbe per effetto:
a) Che il Re passerà per libéralissimo il che tranquillizzerà chiunque teme che si manometta lo Statuto.
b) Che in realtà si paralizza il partito demagogico e l'influenza maggiore passa dai demagoghi alla classe dei proprietarii.
e) Se la nuova Camera è ragionevole si ritiene anche dopo ammessa la legge, se non è ragionevole si scioglie e si convoca una nuova in base alla legge riformata...
Preparare buone elezioni che mandassero alla Camera uomini più temperati e più positivi che lasciassero governare in pace, costituì per Massimo d'Azeglio il massimo problema interno che si imponesse in quelle politiche contingenze. Ne fa fede la lettera sua del 9 maggio scritta a Gioberti nel quale vedeva l'uomo più adatto ad esercitare una benefica influenza sulla pubblica opinione.lì In essa, invocando tutto il suo appoggio, diceva che solo le elezioni, purché buone, potevano salvarli dai due estremi, evitare di tornare all'assolutismo, o cadere nella repubblica.
Anche il Durando il 17 maggio 2) lo supplicava a nome del Comitato a voler illuminare gli elettori sulla scelta dei deputati e sulla situazione del paese. Ma Gioberti oppose garbato rifiuto dichiarandosi concorde nel fine e nel desiderio di mantenere e difendere gli ordini costituzionali e la quiete pubblica ma dissenziente dalla politica che si seguiva e dimostrandosi scettico sull'esito delle elezioni.3)
1) VACCAEDZZO, MOMMI* d> Amila... A. R. TS. Roma 1930. Appendice, p. 38.
a) MASSARI, Ricordi biografici e cartéggi di VincMiO Gioberti, Eredi Botta, voi. 3, pp.
436-437.
3) MASSARI, op. cit,, p. 439.