Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
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1936
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1460
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1460 Adolfo Colombo
Gioberti era allora dimissionario dalle cariche che copriva. Si era visto respinte tutte le sue proposte, dall'intervento in Toscana all'idea peregrina di sventare l'occupazione di Alessandria colTattirare i Francesi a Genova e si era visto giungere a Parigi il Gallina in una missione straordinaria che lo esautorava. Sensibile e permaloso com'era, suggestionato anche dall'abate Monti che gli suggeriva di star fuori dal pelago ministeriale aveva deliberato di ritrarsi in disparte, condannando se stesso ad un secondo esilio e sfogando più tardi con violenti attacchi tutto il suo rancore.
L'opera del Comitato elettorale presieduto dal Durando fu subito vivamente contrastata dai giornali d'opposizione. La Concordia fu subito pronta a metterlo in cattiva luce. Il 25 maggio scriveva:
La parte che si raccoglie nel redivivo Circolo Viale è quella rappresentata dal ministro Panelli, è quella che ripudia l'idea italiana, che ha versato il sangue civile, che ha sciolto i consigli dei municipi!, che ha congedato i sindaci, che esercita una persecuzione incessante contro la stampa, che ha violato coli'indebita percezione delle imposte nel modo più flagrante la costituzione del regno, che è la maggior nemica della unificazione nazionale e delle nostre libertà.
Sul tema delle elezioni Risorgimento e Concordia si accapigliarono fieramente.
La Concordia aveva buon giuoco parlando al sentimento, assumendo la parte simpatica della difesa dei diritti nazionali, dimostrandosi sempre fiduciosa in una disperata, eroica resistenza popolare alle pretese austriache ma era fuori di quella realtà che era invece considerata e valutata in tutto il suo peso dagli scrittori del Risorgimento. La Concordia perorava un programma desiderabile, il Risorgimento sosteneva un programma possibile. Per la Concordia l'assecondare l'Austria nei suoi approcci per la pace era una pusillanimità, per il Risorgimento la conclusione di una pace onorevole era una necessità dettata da prudente saggezza. Non era pace onorevole per la Concordia quando si rinunziava al Lombardo-Veneto, ai Ducati, e si pagava inoltre una indennità di guerra; per il Risorgimento una pace che difendesse il principio di nazionalità e garantisse l'amnistia pei lombardi era per allora consigliabile e non disonorevole anche se costava, come prezzo della sconfitta subita, qualche momentanea rinuncia e qualche sacrifìcio di denaro. Ciascun giornale nel difendere la propria tesi, nefl'ar-dor della polemica, passò il segno. La Concordia si dimostrò ingiusta,
I) Carteggio Monti-Gioberti in Biblioteca Civica di Torino.