Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1461>
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanuele II secondo nuovi documenti 1461
petulante, aggressiva, ricorrendo nella sua propaganda elettorale, a insinuazioni, a sospetti, ad accuse . e denigrazioni contro gli uomini al potere. D'altra parte il Risorgimento bandi l'ostracismo anche contro fior di patrioti che militavano nella Sinistra e che erano accesi da tale sentimento di italianità da non poter adattare il loro pensiero ad alcuna rinunzia. Per la Concordia gli scrittori del Risorgimento erano sempre i soliti dottrinari; per il Risorgimento gli scrittori della Concordia erano i soliti chiaccheroni, declamatori, retori fastidiosi ed utopisti.
Cosi di polemica in polemica, di recriminazioni in recriminazioni si giunse alla vigilia delle elezioni quando il ministero, cogliendo l'oc­casione che il Re Vittorio Emanuele usciva salvo da una malattia che si temeva mortale, gli inspirò un proclama noto sotto il nome di primo proclama di Moncalieri. In data del 3 luglio fu pubblicato il giorno dopo nella Gazzetta Piemontese e diffuso in fogli volanti per tutto il Piemonte.
Il Re rivolgeva al suo popolo chiare e franche parole che erano, dopo un caldo omaggio a Carlo Alberto, un vigoroso richiamo alla realtà dura ma indeclinabile, uno sguardo acuto ai pericoli che sovra­stavano, un severo monito a quanti si lasciavano accecare dalla pas­sione di parte ed un fermo proposito di riparare con una pace onorata alle ingiurie della fortuna.
Cosi Massimo d'Azeglio si esprimeva in proposito in un rapporto ufficiale al nipote Emanuele, rappresentante sardo a Londra, il 4 luglio:1*
S. M. a voulu témoigner de nouveau dans cette occasioni de ses sentimene potar son auguste pére. H a era aussi à propos eu jetant un coup d'ceil sur les graves cixeonstances tant de Pintérieur que de l'extérieur de ses Etats, de donner à l'opinion publique, au moment des prochaines élections une impulsion sage et éclairée afin d'encourager les hommes de bien et de eceur à soutenir les principes d'une liberto modérée et conservatrice contre les séductions des utopistes de benne foi et les effòrts coupables des esprits révolutionnaires, et à soutenir de leur concours son Gouvernement dans la teche difficile qui lui est confiée. Nous avons lieu de croire que cette proclamation Royale ne sera pas moins bien ac­ca eillie à l'étranger que dans l'intérieur du pays. Elle offre une nonyelle et ecla­tante preuve de la droiture et de la parfaite loyauté des intentions de S. M. et répond de la manière la plus vietorieuse aux doutes injurieux qu'ilpuisse avoir la pensée de renverser nos institutions; car il est évident que s'il eut pu avoir
1) Archivio di Stato di Torino. Lettere Ministri Francia. Copialettere del Ministero.