Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1463
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanuele II secondo nuovi documenti 1463
Il 28 aprile il generale Giuseppe Dabormida così dipingeva ad Alfonso La Marmora la situazione:1*
Dilettissimo Amico
Avrai visto dai giornali che le trattative della pace sono sospese, e non dubito che ne proverai dispiacere, perchè intanto si prolunga l'agitazione nel paese, si continuano le spese ed è impossibile di prendere una marcia regolare di governo la quale rannoda i buoni che sono il maggior numero, e contenga i mali intenzionati; tutto ciò che si potrebbe fare prima della pace per comprimere i movimenti disordinati che la stampa cerca di promuovere verrebbe chiamato reazione, tradimento, allo scopo di metterci legati nelle mani dell'Austria. Tu che mi conosci non dubiterai dei miei sforzi per fare avanzare le trattative nel vero interesse del paese collo scopo di ottenere una pace onorata e non troppo onerosa per quanto alle indennità. Feci quanto seppi col concorso di Boncom-pagni con cui fummo sempre in ottimo accordo. L'Austria abbisogna della pace quanto noi, più di noi; da principio il plenipotenziario si mostrava ben disposto, ma le pretese in denaro furono ben presto esorbitanti. Da HadetsH mi si diceva che fatta da noi una proposizione qualunque le pretese dell'Austria si sarebbero di molto ridotte ma il signor Bruk non volle mai a ciò acconsentire. Egli è direttore del Lloyd, ha i sentimenti e gli interessi Triestini, ond'è certo che per suo conto procurerà di fare all'Italia quanto più male potrà; intanto vedendo il dispiacere che noi avremmo provato dell'occupazione di Alessandria, prevalendosi d'uno sciocco articolo della Gazzetta piemontese in cui da noi si accertava che Alessandria non sarebbe occupata, credette che colla minaccia continua dell'occupazione tutto si potesse ottenere da noi. Spinti agli estremi gli dicemmo, ebbene occupate Alessandria poiché ne avete il dritto, ma tenete per férmo che dal momento in cui l'occupazione è stabilita le trattative cessano; ei credette che parlavamo per giuoco ed occupò Alessandria. Io sono certo che l'Austria non è di ciò contenta perchè l'occupazione allontana la pace di cui, ripeto, ha bisogno, e non le dà maggior forza in Piemonte. Come finiranno le cose? Dio lo sa! Intanto Vmquietudìne cresce, l'esercito sempre costosissimo non si migliora, e si è minacciati di una vera mina. Si dovrebbe riprendere la guerra? Se v'è apparenza che la Francia voglia alfine sostenerci, se si vede la probabilità d'una guerra generale, ci conviene prendere l'attitudine necessaria per ricominciare l'ostilità, ma se dobbiamo restare soli in cospetto dell'Austria sarebbe follia ed in tal caso non convenendo di fare la guerra, non conviene pure far preparativi costosi, che d'altronde darebbero motivo ai repubblicani a sempre più agitare il paese. Non voglio con ciò dire che non si debba migliorare l'Esercito col mandare a casa le
l) Inedita in Carte Dabormida in Museo del Risorgimento di Tornio.