Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1464>
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Adolfo Colombo
classi più vecchie, distruggere i secondi battaglioni di riserva, e farne passare gli Ufficiali e bassi Ufficiali capaci di buon servigio ai Battaglioni attivi onde rin­forzarne i (juadri, ma è necessario far le cose con molto giudizio... /]
Intanto il Pinelli con mossa ardita pensava di rivolgersi diretta­mente al maresciallo Radetski per tentare di ammansirlo e per per­suaderlo dei vantaggi che l'Austria avrebbe goduto se avesse fatto pace col Piemonte. *
Nelle carte Pinellix> abbiamo scovato un frammento di lettera scritta, forse non ultimata e spedita, da Pier Dionigi Pinelli e diretta al maresciallo Radetski, Non porta data ma si può ritenere con certezza che fu scritta tra il 24 aprile ed il 24 giugno cioè nel pe­riodo dell'occupazione austriaca di Alessandria a cui la lettera accenna. H contesto della lettera giudicato per se stesso farebbe alquanto stu­pire e corroborerebbe l'accusa mossa dal Gioberti al Pinelli di austro-filia e di scarso sentimento nazionale se esso non fosse strettamente legato al contenuto di lettere sue al Gioberti venute recentemente io. luce*8) In quella famosa del 9 aprile4) che diede lo spunto al Gioberti S) per il suo feroce atto di accusa contro il Pinelli, onesti dichiarava che poiché le armi non avevano servito, conveniva rivol­gersi alle astuzie diplomatiche e poiché la Francia si mostrava tanto fredda per gli interessi del Piemonte egli affacciava arditamente la tesi che sotto l'influenza dell'Austria si potesse dar luogo alla Confe­derazione Italiana, iniziando così la nazionalità italiana la quale presto si sarebbe emancipata dall'Austria. A dire il vero tale tesi, aliando fosse sfrondata dal pronostico, potrebbe apparire antipatica. Gio­berti però nella sua risposta6) la riconobbe allora sotto un certo lato plausibile. Ma rotte le relazioni coll'amico, accecato dalla passione, rievocando la lettera del Pinelli, lanciò contro di lui l'accusa di austro-filia senza chiarirne e completarne tutto il pensiero, senza punto accennare né all'astuzia diplomatica, né al presentimento dello sfa­celo dell'Austria. Si poteva in verità chiamare municipale, tiepido
1) Carte Pinelli rìt. in Musco del Risorgimento di Torino.
2) È una minata di Pier Dionigi Pinelli* L'autografo si compone di 4 pagine Non è pos­sibile precisare se la lettera sia stata continuata e se, nel caso, il seguito sia andato perduto.
3) Alludo alla citata pubblicazione del carteggio Pinolli-G-iobcrti edito dal Gian. *) GIAN, op. cit., p. 169.
5) Lettera Gioberti del 16 luglio 1852 al Massari in BAJCSAMO-GBIVEELT, Carteggio Gioberti-Massari, Bocca, 1920, p. 549.
6) GIAN, Lettere di Vincenzo Gioberti a P. D. Pinelli, Torino, 1913, tip. Olivero. Pubbliòa-sioni del Comitato Piemontese della Società per la Storia del Risorgimento Italiano, voi. I, p. 278