Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1467
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanitele II secondo nuovi documenti 1467
Di quella dell'8 inaggio fu già da me edito qualche brano concernente il processo del generale Ramorino,J ma vale la pena che la lettera sia conosciuta nell'integrità del suo testo:
TW-T , . . . Torino, 8 maggio 1849.
Dilettissimo amico
Ritardai alcuni giorni a rispondere al carissimo tuo foglio per darti qualche ragguaglio sulla fine del processo di Ramorino, sul quale l'opinione pubblica mostravasi tanto ansiosa; voleva parlarti dell'effetto sul pubblico della sua fucilazione, e sperava che vedendosi vicino a morte egli avesse rivelato i suoi complici se pur ne ha. Il processo fu fatto bestialmente dall'uditore Santi; circostanze essenzialissime come ad esempio il pranzo di Stradefla, furono lasciate senza spiegazioni; l'immoralità di Ramorino cui accennava Chrzanowski non fu messa in evidenza; nulla si fece per mettere nella sua vera luce la scellerata azione dì questo ciarlatano, e si lasciò tanta oscurità nel processo che i soliti nemici dell'ordine non mancheranno di susurrare che ciò fu fatto ad arte onde non compromettere persone poste in alto grado. Una riforma indispensabile a farsi nel nostro paese è di affidare le cariche a persone capaci di coprirle. Mentre Ramorino ricorreva umilmente al Re per la grazia, Favv. Brof-ferio in suo nome innoltrava l'appello alla Corte di Cassazione; ciò faceva egli nella sera soltanto di Domenica, onde numerosi spettatori ch'eransi recati ieri mattina in piazza d'armi onde assistere all'esecuzione si mostrarono malcontenti d'essersi esposti inutilmente alla pioggia e secondo il solito gridarono contro il Re e contro il governo, dicendo che non si fucilavano che i calzoni di tela, e che d'altronde se si faceva la grazia a Ramorino vi doveva essere il suo perchè. Quantunque la Gazzetta abbia pubblicato il motivo della sospensione si vuol continuare a credere che si è fatta o che si farà la grazia, e che assolutamente Ramorino non sarà fucilato. E a dirti il vero comincio ad averne io pure il dubbio, avendo la Corte di Cassazione deliberato che il condannato ha 10 giorni di tempo per presentare i motivi del suo appello. Supponi che dopo questi giorni ce ne vogliano altri per pronunciare, o che l'avvocato BrofFerio trovi qualche piccola irregolarità nel processo e sia annullata la sentenza e si debba rinnovare l'istruzione, la cosa può andare talmente per le lunghe, che sia cessata l'opportunità dell'esemplarità.
Intanto ecco il partito che più fingeva di gridare al tradimento agitarsi per salvare un traditore. Che cosa conchiuderne? D'Azeglio ha rimpiazzato De Launay. H cambio ha fatto generalmente piacere; il Ministero avrà ora una marcia più franca ed energica? Ne dubito, intanto Io stato in cui siamo è
H La colpa ed il processo del generale Ramorino, in Pagine [del Risorgimento, Torino, Chiantore, 1983, p. 41.