Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1468>
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1468 Adolfo Colombo
incompatibile; continuiamo ad avere la maggior parte dei pesi della guerra, e non abbiamo benefici della pace. L'Esercito, particolarmente la fanterìa, abbiso­gnerebbe d'una riforma radicale e poco o nulla BÌ può fare, le casse sono vuote e non si può fare l'iinprcstito; le provincie s'agitano ogni di maggiormente, e non avendo la certezza della pace non si può lavorare apertamente per la loro pacificazione. Poveri noi! Saprai che s'è deciso di mandare le Brigate al campo e ivi di procedere all'espurgazione dell'esercito; dubito che il risultato ne possa essere eccellente; temo che questa operazione preliminare serva ad incagliare poi la riorganizzazione. Però era indispensabile fare qualche cosa: credo che tu sarai incaricato della simile operazione per le truppe che sono sotto i tuoi ordini. Vidi il tuo progetto di concentrazione, e l'avrei approvato in massima se non fosse evidente che gli Austriaci avrebbero considerato come rottura del­l'armistizio il portare le nostre truppe tra il Tanaro ed il Po e pronte ad entrare in azione alle eventualità massime vedendo così compromesso il loro presidio di Alessandria. L'essenziale si è di avere le truppe concentrate e di poterle por­tare alla frontiera in dieci giorni dalla denuncia delle ostilità, ma se non suc­cedano eventi favorevolissimi, non dobbiamo lusingarci d'avere un esercito maneggevole. Ogni dì si rinnova la voce che l'Austria sta per farci nuove e più ragionevoli proposte di pace, ma finora nulla di officiale; intanto le cose si complicano in modo che non si vede tosto più il modo di evitare la guerra generale.
L'entrata dei Bussi in Ungheria e il triste esito della spedizione su Roma produrranno un mal effetto in Francia che può far temere una nuova rivolu­zione. Se per disgrazia la montagna trionfa, anche per pochi giorni, la crisi può diventare spaventevole.
Tornando all'Austria ti dirò che l'esposizione che essa fece nelle sue gaz­zette sull'andamento delle trattative è inesattissimo, come si potrà provare quando sarà permesso di pubblicare i documenti.
Sono di servizio presso il Re; ma a dir vero questo servizio si riduce a ben poca cosa, ed alcuni giorni al solo pranzo. Gli ufficiali d'ordinanza cumulano il servizio di scudieri e di gentiluomini delle Camere e stanno tutto il giorno col Re od in anticamera; essi hanno quindi una posizione importante e sarebbe stato desiderabile che le scelte fossero state tutte eccellenti; tale sembrava es­sere l'intenzione del Re quando me ne parlò, ma poi cedendo al suo buon cuore scelse coloro che già trovansi a lui vicino! L'indole del Re è ognor migliore, ma sarebbe indispensabile che tutte le persone che godono della sua confidenza gli tenessero un linguaggio uniforme. Egli mi dimostra moltissimo affetto, ed io mi tormento di non poter fare per lui quanto vorrei.
Sento con piacere che gli animi vanno ogni dì più calmandosi in Genova. Io non dubito che colla tua fermezza e nobiltà d'animo giungerai ad acquistarti la stima e la simpatia di codesta popolazione, e renderai così un servizio