Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1469>
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanuele II secondo nuovi documenti 1469
immenso al governo ed al paese: forse i casi di Romagna produrranno costi nn po' di vergogna, ma non bisogna accorgersene; l'essenziale si è di mostrare molta sollecitudine pel loro benessere massimo commerciale e di mantenere la disciplina delle truppe. Perchè il processo di Melis e di Gentile va tanto per le lunghe? un esempio dato negli ufficiali produrrebbe un ottimo effetto Venne Sauli per parlarmi, ma finora l'evitai non sapendo che dirgli; ha egli veramente mancato in Genova? Saluta il buon Bixio che son certo ti ei mostrerà ognor più affezionato.
H Re mi ha regalato un cavallo arabo che forse conosci. Chiamasi Aziar, è baio dorato ed è venuto in Piemonte un anno e mezzo circa fa con un altro Alezan mandato dal Pachà di Gerusalemme, esso dev'essere buonissimo benché non ancora perfettamente ammaestrato. Mia moglie ti porge i suoi cordiali saluti. Saluta tuo fratello, e Petitti. Amami e credimi invariabilmente
Il tuo aff.mo Amico Dabormida. t
Il 14 maggio il generale Dabormida scriveva al generale Alfonso La Marmora quest'altra lettera:n
TV-I **. A Torino, 14 maggio 1849.
Dilettissimo Amico
Mi duole sentire che sei nuovamente afflitto dal male d'occhi e temo che l'aria di Genova ti sia per tale malattia contraria. Siccome per me è indispen­sabile che tu rimanga ancora qualche tempo in cotesta città per distruggere colla tua nobile condotta le prevenzioni che l'umiliazione che infliggesti ai Geno vesi (spossessandoli in pochi giorni della loro città che credevano imprendibile) dovette naturalmente far nascere, cosi devi curare la tua salute; lascia ogni occupazione serale, ed evita di esporti all'aria nei giorni di vento; pensa che la conservazione della salute e particolarmente degli occhi ti è indispensabile per rendere al Re ed al paese i servizi ch'essi con ragione ancora aspettano da te; e prendi ciò bene perchè ti è detto dal tuo più affezionato amico.
Benché alcune lettere particolari ed anzi un banchiere venuto a caso di Milano possano far credere che le trattative della pace si ripiglieranno, nulla c'è di nuovo finora; il che sarebbe penosissimo per le spese insopportabili e per l'agitazione che lo stato attuale delle cose producono, seppure la crisi da cui pare minacciata l'Europa non lasciasse luogo a dubbio che una pace anche apparentemente favorevolissima non potesse in queste circostanze essere dan­nosa e certamente pretesto al partito estremo di ognor più denigrare il governo.
l) Inedita in Carte Dabormida cit.
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